La dottoressa inglese che ha ucciso 465 malati

Jane Barton, la “dottoressa oppio”, come la chiamano i giornali britannici. (FB)

Una strage silenziosa che è andata vanti per anni. Sono almeno 456 le persone morte nel Gosport War Memorial Hospital, nell’Hampshire, sud di Londra. A causare i decessi dei pazienti, archiviate all’epoca dei fatti, 20 anni fa, come normali, le prescrizioni fatte in “disprezzo della vita umana” di dosi esagerate di antidolorifici da parte di Jane Barton, la “dottoressa oppio”, come la chiamano i giornali britannici.

Ci sono voluti 20 anni

Nonostante la raffica di denunce, i parenti non riuscivano a spiegare la perdita dei loro cari. Sono dovuti passare 20 anni prima che la verità venisse a galla, grazie a un’inchiesta indipendente condotta sotto la supervisione dell’ex vescovo di Liverpool, James Jones.

La denuncia

Nell’ospedale, ha denunciato il prelato nel presentare i risultati dell’indagine, “dal 1989 al 2000 è stata messa in atto una pratica istituzionalizzata di accorciamento della vita, prescrivendo oppiacei senza giustificazione medica”. Secondo l’inchiesta, altre 200 persone potrebbero essere morte a casa di prescrizioni sbagliate.

Le scuse del governo

Il governo britannico ha chiesto scusa ai parenti delle vittime che adesso pretendono che contro la donna, ora settantenne e in pensione, venga aperto un processo. “Questo è l’inizio di un altro viaggio”, ha detto la figlia di una delle vittime,per la prima volta qualcuno ci ha detto quello che sapevamo già 18 anni fa. Ora voglio i responsabili della morte dei nostri cari in tribunale”. La premier, Theresa May si è detta “dispiaciuta che ci sia voluto così tanto tempo affinché le famiglie ricevessero risposte”. Le scuse sono arrivate anche dal Segretario di Stato alla Salute, Jeremy Hunt.

La “dottoressa oppio”

Secondo l’indagine la dottoressa Barton, nei suoi 12 anni all’ospedale, ha firmato 854 certificati di morte. A 803 pazienti deceduti erano stati somministrati oppiacei, compresa la diamorfina, il nome medico dell’eroina. Gli antidolorifici furono prescritti anche a persone anziane che erano finite in ospedale per una frattura. Quando il pazienze moriva, sulla cartella invece che segnalare il decesso come “accidentale”, aprendo la possibilità di indagini da parte del medico legale, veniva segnalato come la conseguenza di un’altra malattia. Ora la dottoressa settantenne si è trasferita all’estero. La magistratura valuterà se avviare un’azione penale.

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