La fede calcistica dei protagonisti della crisi di governo, alla prima di campionato

mauro bazzucchi

Renzi incontra Di Maio, Salvini rischia in Friuli, Conte e Zingaretti d'amore e d'accordo per un futuro giallorosso. Non si tratta degli ennesimi colpi di scena di una crisi che già si è guadagnata la palma della più pazza della storia repubblicana, ma dei possibili corto circuiti con uno degli eventi più attesi dagli italiani.

Oggi, infatti, ha preso il via un campionato di calcio che gli addetti ai lavori vogliono più equilibrato degli ultimi (vinti tutti dalla Juventus) ma che parte già con una caratteristica che lo differenzia nettamente da tutti gli altri: l'incrocio con l'inedita crisi di governo agostana. Che questo possa alleggerire il clima teso delle ultime ore appare difficile, di certo potrebbe regalare qualche ora di distrazione agli attori della crisi, il più dei quali accaniti tifosi.

O magari aumentarne la frustrazione: spulciando gli accoppiamenti della prima giornata, infatti, salta già agli occhi un big match tra due pesi massimi della scena politica, assoluti protagonisti della fase attuale. All'Artemio Franchi di Firenze, infatti, si affrontano Fiorentina e Napoli, squadre per le quali non fanno mistero di tifare da sempre il leader grillino Luigi Di Maio e l'ex-premier Dem Matteo Renzi. In questo caso, il calendario del campionato si è sovrapposto quasi perfettamente al mood della crisi, perché Di Maio e Renzi giocheranno su due fronti opposti, anche se la rivalità politica tra i due sembra in questi ultimi giorni essersi ammorbidita a causa della volontà del "viola" di pervenire a un accordo di governo con M5s.

Il pronostico sembra sorridere alla squadra di Di Maio, anche se il fattore campo potrebbe determinare un clamoroso ribaltone renziano. Totalmente eccentrico alla crisi lo scenario che presenta lo stadio Olimpico, dove il segretario Dem Nicola Zingaretti e il premier dimissionario Giuseppe Conte saranno saldamente dalla stessa parte della barricata, stretti contro il Genoa attorno alla Roma, per la quale non hanno mai fatto mistero di tifare entrambi.

Più discreto il tifo di Zingaretti, più ostentato quello di Conte, che da premier non ha resistito a presenziare all'inaugurazione della nuova sede giallorossa per farsi un selfie con Francesco Totti e postarlo sui social.

E se il nuovo esecutivo non dovesse partire proprio a causa del veto zingarettiano a un bis di Conte, si assisterebbe al paradosso di un governo giallorosso affossato da proprio da un giallorosso doc nei confronti di un altro. Inquieto per i possibili sviluppi, anche calcistici, il leader della Lega Matteo Salvini: il suo Milan resta un'incognita e rischia molto nel Friuli a trazione leghista del fedele governatore Massimiliano Fedriga, affrontando un'Udinese che non va sottovalutata.

A testimoniare la febbre da campionato del leader leghista un tweet con la maglia rossonera, in cui scrive: "Si ricomincia". A completare il quadro, partite interessanti come quella tra il "guastatore" grillino biancoazzurro Alessandro Di Battista e il capogruppo leghista blucerchiato alla Camera Riccardo Molinari che si fronteggeranno al Marassi, dove è in programma Sampdoria-Lazio.

Fuori dalla mischia, il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti: per lui la "sofferenza" calcistica ha preso il via il 9 agosto. In quella data, infatti, è iniziata la premier league inglese, campionato in cui milita l'amato Southampton, proprio nelle ore in cui Salvini decideva di staccare la spina al governo Conte. Chissà che tra i motivi che hanno portato Giorgetti a criticare la tempistica scelta dal Capitano non ci sia stata l'interferenza col campionato inglese.