La festa (senza mascherina) di 130 negazionisti del Covid in Sardegna

Adriano Porqueddu
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AGI Un raduno di circa 130 negazionisti assembrati e senza mascherina in un terreno privato a Palmadula, nella borgata della Nurra, nel Sassarese è stato scoperto dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna su segnalazione di alcuni cittadini. All'arrivo degli agenti c'erano almeno una settantina di auto e più di cento persone, alcune delle quali, alla vista delle divise, sono scappate. Famiglie con numerosi bambini stavano banchettando all'aperto, senza tener conto dei divieti della zona rossa, cantavano e suonavano. Nelle vicinanze erano stati allestiti banchetti per la vendita di prodotti vari.

Il raduno è stato lanciato su Facebook dal proprietario del terreno che ha richiamato persone da tutta la Sardegna e anche dall'estero. "Una situazione delicata sotto il profilo dell'ordine pubblico", racconta all'AGI, Giancarlo Muntoni, comandante dell'Ispettorato forestale di Sassari. "Molti hanno rifiutato di fornire le proprie generalità o hanno esibito documenti d'identità fai da te e si sono identificati come 'Cittadini del regno sovrano di Gaia' o appartenenti alla 'Repubblica de Sardinia': sostenevano di non appartenere allo Stato italiano e, di conseguenza, di non riconoscerne le leggi ne tantomeno i divieti delle norme anti-Covid".

La 'meditazione' interrotta

Non un ritrovo tra amici in barba alle restrizioni anti-contagio, quindi, ma un vero e proprio appuntamento tra negazionisti che sono stati sanzionati sia per la violazione del divieto di spostamento fra Comuni, come previsto dalle restrizioni in zona rossa, e sia per non avere la mascherina: "Ci chiedevano perché noi la indossassimo", riferisce Muntoni, "convinti che il virus non esista e che noi la portassimo perché vaccinati e, quindi, potenzialmente contagiosi". Uno dei partecipanti al raduno, seduto davanti al sole, si è lamentato coi forestali perché gli avevano interrotto una sessione di meditazione.

Sono state identificate in totale 63 persone: per alcune è stato necessario il trasferimento in caserma, dato che erano prive di documenti. Tutte dovranno pagare la doppia sanzione per un valore di 800 euro.  Sul posto, considerate le dimensioni dell'assembramento, sono accorse diverse pattuglie provenienti dalle stazioni di Ittiri, Castelsardo, Alghero, Asinara, dalla Base navale di Portotorres e del Nipaf (nucleo investigativo di polizia forestale), per un totale di circa 30 agenti.

"Il Covid? Un'invenzione"

Nel contempo è stata informata la prefettura di Sassari. Diverse persone avevano attraversato tutta la Sardegna, da Cagliari, per unirsi al raduno. Nessuno indossava la mascherina di protezione, nella convinzione che il coronavirus fosse un'invenzione delle multinazionali del farmaco. "Persone incoscienti e tutte riottose a ridurre i rischi di contagiarsi e contagiare anche gli altri, compresi i colleghi Forestali intervenuti per fare il loro lavoro", spiega il capo dell'ispettorato forestale di Sassari, arrivato sul posto assieme al responsabile del settore della vigilanza, commissario capo Antonio Sanna.

Sono stati controllati circa 70 veicoli. "Sono al vaglio le posizioni di alcuni convenuti, nei confronti dei quali", preannuncia Muntoni, "potrebbe configurarsi un'ipotesi più grave quale quella prevista dall'articolo 452 del codice penale, delitti colposi contro la salute pubblica, che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica".