La Figc ha acconsentito al pagamento degli stipendi di marzo a giugno

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AGI - Il problema del possibile crack finanziario delle società di calcio approda in Consiglio federale della Figc che ha approvato una norma che prevede il rinvio dei pagamenti degli stipendi di un mese per i club di Serie A. I club potranno quindi retribuire gli emolumenti di marzo a giugno, e non a maggio.

Tenendo conto della difficoltà in cui versa il calcio di base a causa della pandemia e raccogliendo un'istanza avanzata dalle società dilettantistiche e dalla LND, il presidente della Figc Gabriele Gravina ha proposto di integrare il regolamento per la distribuzione delle risorse della mutualità generale (nel rispetto dei dettami della Legge Melandri).

Nel consiglio federale è stato anche istituito un tavolo tecnico con le prime tre leghe (A, B e C), l'Assocalciatori e l'Assoallenatori per agevolare un confronto anche con alcuni rappresentanti dei club affinchè il sistema torni in sicurezza.

Dal Consiglio ok a norma anti-Lega

Completato l'iter per l'inserimento della "norma anti-Superlega" nelle norme organizzative interne (NOIF) della Federcalcio. Dopo il primo passo effettuato nell'ultimo consiglio federale del 26 aprile, oggi la Figc ha approvato la modifica dell'art. 16 delle NOIF in materia di decadenza e revoca dell'affiliazione in due casi: se le società partecipano a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute dalla Fifa, dalla Uefa e dalla Figc e se le società disputano gare e tornei amichevoli senza l'autorizzazione della stessa federazione.

Infine, il Consiglio della Federcalcio ha approvato inoltre all'unanimità il bilancio consuntivo 2020. Nonostante la pandemia, il bilancio chiude con un valore della produzione pari a 169,1 milioni di euro. Il margine operativo lordo è pari a 52,5 milioni, con un risultato positivo di 2,2 milioni.

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