La figlia di Francesco Saverio Borrelli: "Soffrì per i suicidi in carcere"

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“Mio padre soffrì per i suicidi in carcere”. Lo afferma la figlia del magistrato Francesco Saverio Borrelli, simbolo del pool di Mani pulite morto sabato all’età di 89 anni. Federica Borrelli ricorda il padre in un’intervista al Corriere della sera.

“Ha sofferto enormemente per i suicidi. Aveva la consapevolezza che, facendo il proprio dovere, si rischiava di rovinare le vite degli altri”.

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E sul clima degli anni di Tangentopoli aggiunge:

“Una volta, tornando a casa, ci disse: “Adesso applaudono, vedrete che fra poco saremo additati come quelli che hanno rovinato il Paese”. Ricordo che quando in una ricorrenza in Duomo si alzò per salutare il Cardinal Martini, molti si misero ad applaudire. Martini gli disse: “Dottore questo è per lei, vada avanti così”. Si stupì”.

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Sul rapporto personale col padre racconta:

“Un grandissimo, dolcissimo educatore. Quando io e Andrea (il figlio maggiore, anche lui magistrato, ndr), eravamo piccoli era rigoroso, ma mentre crescevamo ci educava con consigli e chiacchierate in cui suggeriva il comportamento migliore. Lo chiamavamo Francesco “Severio”. Voleva che fossimo severi con noi stessi. Dovevamo sempre chiederci: “Sei sicuro di aver fatto tutto il possibile?”.

 

 

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