La finestra come idea platonica: Seven Gates di Letizia Cariello

Lme

Milano, 27 set. (askanews) - Sette finestre in uno spazio espositivo che, nonostante la confortevole sensazione di luce naturale, di finestre non ne ha. Si può scegliere questo aspetto per entrare nell'atmosfera della mostra di Letizia Cariello, "Seven Gates", allestita nella Galleria Fumagalli di Milano e curata, con la consueta chiarezza di sguardo, da Giorgio Verzotti.

Finestre, si diceva, che sono però come degli spazi mentali (l'artista cita Santa Caterina da Siena e il suo "Fatevi una camera della mente, dove voi soli possiate andare"), oltre che un ragionamento sull'architettura e sulla natura del disegno. Il dato di fatto indiscutibile, però, è che le sette finestre di Cariello sono sculture a parete, fatte di chiodi e di filo rosso che tesse tutte le trame di questi "luoghi di soglia". I chiodi rappresentano la linea del disegno, in un accostamento puntuale che fa pensare anche al modo in cui stanno nello spazio le opere di Kounellis. Il filo rosso è la struttura dell'architettura della finestra, è la sua anima, il suo modo di stare nel mondo.

Le finestre di Letizia Cariello che decorano la galleria di Annamaria Maggi, apparsa decisamente soddisfatta dell'esposizione, sono ispirate alla storia dell'arte e dell'architettura: c'è una bifora e c'è una Termale, c'è una Centina che deriva da Michelangelo e c'è anche una Modernista ispirata ad Adolf Loos. Ovviamente, la soglia che le finestre vanno a definire è immaginaria: non ci sono aperture, non c'è un mondo che esiste al di là della finestra stessa. Che, a maggior ragione, diventa medium puramente artistico.

Anche perché la forma delle finestre nasce dal disegno a mano libera di Letizia Cariello e la trasposizione dell'immagine disegnata in quella delimitata da dei chiodi è uno dei passi concettuali forti compiuti dal lavoro, così come lo è la scelta di utilizzare la tessitura e le sue diverse gradazioni come elemento plastico, tridimensionale. Come ha scritto Verzotti in un testo che accompagna la mostra, l'artista andava alla ricerca di una sorta di idea platonica della finestra, e la sensazione è che, sotto forma molteplice e che concreta, Cariello arrivi davvero a toccare il cuore astratto del problema.