La first lady ucraina su Zelensky: "La nostra relazione è in pausa"

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Olena Zelenska: "Dal 24 febbraio la mia vita è in pausa"

Olena Zelenska, moglie del presidente ucraino, ha rilasciato un'intervista alla CNN nella quale ha spiegato come a partire dal 24 febbraio - data di inizio dell'offensiva militare russa - la sua vita così come il suo rapporto con il marito siano stati messi "in pausa", una condizione che stanno sperimentando un po' tutti i cittadini ucraini flagellati dal conflitto.

Per i primi due mesi da quel giorno, non le è stato permesso di incontrare il marito e i suoi figli lo hanno potuto sentire soltanto telefonicamente. Quando poi le è stato accordato di incontrarlo, seppur per momenti molto brevi, Olena Zelenska ha dichiarato quanto sia stato importante "sentirlo fisicamente accanto a me". L'intera famiglia sta aspettando il momento in cui finalmente potrà riunirsi.

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Alla giornalista dell'emittente televisiva Christiane Amanpour, la first lady ha raccontato che suo marito, in quell'arco di tempo, ha vissuto in ufficio con il suo staff mentre lei e i loro due figli (una ragazza di 17 anni e un ragazzo di 9) sono stati tenuti in un luogo segreto.

Olena è stata intervistata anche da Bruno Vespa, a "Porta a Porta", e durante la trasmissione ha dichiarato di non essersi mai pentita di non essere fuggita all'estero: "Le proposte di fuggire all'estero ci sono state sin dai primi giorni, molti colleghi e amici mi hanno offerto aiuto e ospitalità, ma mi sento più tranquilla qui e non mi sono mai pentita di non essermi spostata all'estero. Lì sarei veramente angosciata".

La donna ha confessato di aver temuto di non rivedere più le persone a lei care: "Anche quando mio marito è andato al lavoro, quando sono iniziati i bombardamenti - ha aggiunto Zelenska -, avevo la speranza di rivederlo, ma non avevo la certezza".

La moglie del Presidente, ospite nel programma di Rai1, ha proseguito parlando del dramma dei bambini ucraini e denunciando che la Russia li sta portando via dal loro Paese :"In Russia hanno cambiato addirittura la loro legislazione per poter permettere alle famiglie russe di adottare i bambini ucraini più facilmente. Noi lo vediamo come un crimine, cerchiamo di parlare di questo in tutte le sedi per poter restituire questi bambini alla loro patria, cercheremo di riportare tutti i bambini in Ucraina. Oggi non abbiamo un elenco di nomi e cognomi dei bambini portati in Russia. Se questi bambini sono stati portati via, se sono vivi e dove sono, i russi non lo dicono".

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L'appello della donna in entrambe le interviste è stato invitare il popolo ucraino a resistere, a non perdere la speranza e a credere nel suo spirito forte. Zelenska si è rivolta al mondo intero ricordando che l'arrivo della pace per Kiev "dipende da quanto aiuto ci daranno gli altri Paesi e quanto velocemente. La cosa più importante che possono fare le persone in altri Paesi è non scordarsi di questa guerra, non stancarsi, perché è qui. Bucha e Mariupol possono succedere in qualsiasi Paese, in qualsiasi momento, finché in questo mondo esiste questo aggressore. Io vorrei che tutti insieme lo vincessimo".

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