La Flop 5 dei peggiori calciatori della 30ª giornata di Serie A

Davide Martini
·4 minuto per la lettura

La quarta sconfitta consecutiva del Cagliari, che ha totalizzato appena un punto nelle ultime cinque partite, contro i 7 di Spezia e Torino e i 5 del Benevento, avvicina la soluzione dell'intrigo-retrocessione, che in realtà quest'anno è stato ben poco tale con due squadre a staccarsi ben presto. Nulla comunque è ancora deciso perché anche la Fiorentina non può distrarsi: lo Iachini-bis non è partito bene sul piano dei risultati, del gioco e delle scelte di formazione, ma il calendario sembra strizzare l'occhio ai viola. Non altrettanto si può dire per un Parma irriconoscibile e tradito dai propri giocatori migliori, i simboli delle due salvezze precedenti dopo il tris di promozioni consecutive. L'altalena sembra dover ricominciare, ma occhio ai colpi di coda...

1. German Pezzella (Fiorentina)

German Pezzella | Jonathan Moscrop/Getty Images
German Pezzella | Jonathan Moscrop/Getty Images

La Fiorentina cede nettamente all’Atalanta, ben oltre al risultato finale. La formazione viola fa acqua in particolare a centrocampo, mentre in difesa si vedono troppi errori individuali. Evidenti quelli di Martinez Quarta, ingenuo come contro il Milan, più gravi quelli del Capitano, che ha ben altra esperienza eppure è sempre in ritardo nelle chiusure in area e nelle uscite sulla trequarti.

2. Danilo (Bologna)

Danilo | MB Media/Getty Images
Danilo | MB Media/Getty Images

A Roma il Bologna perde per un’inezia, mostrando un buon impianto di gioco contro una squadra con la testa altrove, ma favorita dalla conclamata evanescenza offensiva degli avversari. Mihajlovic ci mette del proprio con le sostituzioni, ma il tecnico serbo non aveva certo messo in conto un errore come quello del brasiliano in impostazione e il pallone clamorosamente mancato. In una squadra giovane e con poca malizia è esiziale che a sbagliare siano i più esperti.

3. Ivan Radovanovic (Genoa)

Radovanovic contro la Juventus | Stefano Guidi/Getty Images
Radovanovic contro la Juventus | Stefano Guidi/Getty Images

Lla felice intuizione di Ballardini di reinventare il serbo come centrale difensivo, a tratti libero vecchia maniera, evidenzia qualche crepa in partite come quella contro la Juventus in cui c’è da difendere più che dare supporto alla fase di costruzione. La furia dei bianconeri, tra esterni che tagliano e punte che si scambiano la posizione, finisce per fargli girare rapidamente la testa e per metterne in evidenza i limiti in fase di marcatura, oltre che di impostazione se pressato. L’incertezza che provoca il gol di Morata è solo la più evidente della giornata.

4. Tolgay Arslan (Udinese)

Tolgay Arslan | Alessandro Sabattini/Getty Images
Tolgay Arslan | Alessandro Sabattini/Getty Images

Difficile isolare un solo giocatore nella pessima giornata dei friulani, che contro il Torino incassano la terza sconfitta consecutiva. La società aveva spronato allenatore e squadra chiedendo il decimo posto, ma la sensazione è che in tanti abbiano staccato la spina. Molina, uno dei migliori in stagione, sbaglia un gol fatto, ma a decidere la gara è l’assurdo intervento del mediano turco-tedesco in area su Belotti, figlio evidentemente della deconcentrazione, peggior coronamento di una prova disastrosa in entrambe le fasi.

5. Gervinho (Parma)

Gervinho | Jonathan Moscrop/Getty Images
Gervinho | Jonathan Moscrop/Getty Images

Vero è che la sua utilità in una squadra che non può più aspettare per ripartire come ai tempi d’oro, bensì fare punti contro ogni avversario e ad ogni modo, viene in parte meno, ma fa tristezza vedere l’ivoriano così inoffensivo. Contro il Milan arriva l’ennesima sconfitta stagionale per i crociati e l’ex romanista fa ben poco per evitarla, anzi a tratti pare giocare una partita tutta sua, scollato dal resto della squadra. Gioca quasi da fermo, a tratti svogliato e sbagliando anche i passaggi più banali. Sostituzione inevitabile, pur insufficiente per cambiare il destino della partita. E forse della stagione.

6. Allenatore: Giuseppe Iachini (Fiorentina)

Giuseppe Iachini | Gabriele Maltinti/Getty Images
Giuseppe Iachini | Gabriele Maltinti/Getty Images

Il risultato stava per premiarlo, ma solo chi non ha visto la partita può essere tratto in inganno. L’Atalanta banchetta al “Franchi”, dovendo accontentarsi di un successo in extremis dopo aver sprecato tante occasioni. La qualità della squadra di Gasperini è fuori discussione, ma il tecnico viola facilita il compito alla Dea schierando una formazione poco logica, con due mezzali offensive e un regista, Amrabat, che tale non è. Le due punte risultano comunque isolate e la fase difensiva è un disastro non solo per errori individuali. Salvezza vicina, ma la stagione è da archiviare in fretta…

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