La foca monaca è tornata in Salento. Dopo mezzo secolo

Antonio Della Rocca
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AGI - Un esemplare di foca monaca è stato avvistato e filmato nelle acque dell'Area marina protetta di Porto Cesàreo, nel Salento.  Il mammifero, appartenente a una specie protetta e in via di estinzione, è stato visto dal pescatore e diportista sportivo Omar De Benedittis, mentre, a bordo della sua imbarcazione, si trovava nella 'Zona A' dell'Area marina protetta, il praticamente il cuore della riserva, in cui è vietata qualunque tipo di attività ad eccezione della ricerca scientifica.

La conferma dai biologi dell'area protetta

Immediata è partita una segnalazione ai biologi della Area marina protetta che, dopo un primo consulto e un approfondimento sui comportamenti dall'animale, osservando lo stile della sua nuotata, hanno appurato che effettivamente si trattava di un esemplare di foca monaca, ritornata a solcare le acque dello Jonio dalle quali da tempo era assente. 

(video di Omar De Benedittis)

Un ritorno atteso da anni

 “Siamo di fronte alla documentazione filmata e reale, di un ritorno atteso da anni e di importanza rilevate", ha detto il direttore della della riserva, Paolo D'Ambrosio: "La foca monaca, infatti era scomparsa da tempo in diverse zone dal Mediterraneo. Il suo ultimo avvistamento nelle acque di Porto Cesareo risale addirittura agli anni settanta. Un esemplare pescato in quel periodo e poi imbalsamato, fa mostra di sé nel locale museo di Biologia marina intitolato alla memoria del professor Pietro Parenzan. Poi, per tutta una serie di cause che vanno dall'antropizzazione del litorale costiero sino alla minaccia per questa specie, rappresentata da predatori senza scrupoli, ne ha decretato, l'allontanamento e la quasi estinzione".    

Alla fine del Novecento si considerava estinta

L'importanza scientifica e naturalista dell'avvistamento è stata sottolineata anche dal professor Antonio Terlizzi, docente di Zoologia e biologia marina dell'università di Trieste e, per 20 anni , al 'Disteba' dell'Università del Salento, oltre che responsabile per conto del Conisma di diversi progetti di gestione e valorizzazione dell'efficacia dell'Area marina protetta di Porto Cesareo. “La foca monaca mediterranea è un mammifero pinnipede – ha spiegato -, unico rappresentante, in Mediterraneo, della famiglia delle foche. Può raggiungere i 300 chili di peso.

Un tempo presente in tutto il Mediterraneo, ha visto rarefarsi la sua popolazione come conseguenza della frequentazione turistica delle coste e, soprattutto, della cattura e uccisione da parte dell'uomo. Si nutre di pesci e cefalopodi. Alla fine del Novecento si considerava estinta in Italia. Più di recente si è assistito a segnalazioni nel basso adriatico e lungo le coste ioniche italiane, greche e albanesi. L'ultima segnalazione in Salento ha riguardato un cucciolo a Frigole, sulla costa leccese, poi rinvenuto morto a poca distanza, a Torre San Gennaro. Qualora si dovesse avvistare la foca monaca, raccomandiamo di non molestarla, non disturbarla e segnalarne l'avvistamento esclusivamente alle autorità”.