La Fondazione Merz compie 15 anni: mostre, attività, incontri

Lme
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Milano, 27 apr. (askanews) - Quindici anni di ricerca sull'arte contemporanea: la Fondazione Merz di Torino festeggia il 29 aprile un importante compleanno, in un momento difficile e particolare per tutto il mondo della cultura, e non solo. Abbiamo chiesto a Beatrice Merz, presidente della Fondazione, di provare a tracciarne un piccolo bilancio. "Sono quindici anni - ha detto ad askanews - di mostre, di attività, di incontri, di talmente tante iniziative che noi anche in questi giorni, che ci hanno colti in un momento strano e spiacevole, e anche impreparati, ci siamo inventati questa sorta di Rewind. In fondo è quello la nostra sorta di bilancio, perché anche per noi rivedere quello che abbiamo fatto in questi 15 anni è una bella esperienza". La storia della Fondazione si muove lungo alcune linee guida, tra cui spicca la volontà di portare avanti una ricerca approfondita sui protagonisti del contemporaneo. Nell'aprile 2005 la Fondazione apre al pubblico con una grande mostra dedicata a Mario Merz. In questi quindici anni si sono poi succeduti numerosi progetti che alternavano esposizioni dedicate a Mario e Marisa Merz a mostre site-specific, personali o collettive, che hanno invitato a confrontarsi con lo spazio della Fondazione 172 artisti, di cui 64 italiani e 107 internazionali, tra i quali Massimo Bartolini, Elisabetta Benassi, Fatma Bucak, Christian Boltanski, Mattew Barney, René Burri, Carlos Garaicoa, Petrit Halilaj, Alfredo Jaar, Sol LeWitt, Masbedo, Mona Hatoum, Emilio Prini, Wael Shawky, Simon Starling, Kara Walker, Lawrence Weiner. A partire dalla propria inaugurazione sino a oggi la Fondazione ha dato vita a un intenso programma espositivo che conta 70 mostre, di cui 9 fuori sede e 13 collaborazioni internazionali, 1.605 laboratori con più di 70.000 bambini coinvolti dallo staff educativo e 147 appuntamenti per il pubblico di diversa natura che hanno presentato quasi 100 ospiti tra poeti, scrittori, architetti, attori, curatori, filosofi, antropologi, critici, registi, ballerini e oltre 200 musicisti. Tra le iniziative sviluppate dalla Fondazione Merz anche il Mario Merz Prize, con cadenza biennale, che ha la finalità di individuare personalità nel campo dell'arte e della composizione musicale contemporanea. "Il lato migliore - ha aggiunto la presidente e figlia di Mario Merz - per me è l'incontro con gli artisti, la collaborazione con loro, con chi mi ha dato veramente tanto. E poi ogni incontro è sfociato poi comunque in una mostra, per cui anche per il pubblico. Però secondo me la cosa importante di tutta questa esperienza è poter lavorare insieme con le persone per costruire dei progetti. La chiave della Fondazione è sempre stata quella di costruire dei progetti ad hoc, mai delle retrospettive vere proprie, ma sempre una collaborazione tra l'artista, il curatore e le persone che hanno lavorato insieme". Una collaborazione da cui sono nati molti progetti, e a fine intervista abbiamo chiesto a Beatrice Merz di ricordare un singolo momento di questi 15 anni, per lei particolarmente significativo. "Sicuramente - ci ha risposto - lo è stata la mostra di Wolfgang Laib, più che la mostra, l'evento collegato alla mostra con questo rito del fuoco durato 10 giorni con 45 bramini che sono venuti apposta per officiarlo qui nella Fondazione". Un'immagine forte, che forse è anche un punto di ripartenza ideale per affrontare i giorni che verranno, non solo per i musei, ma per tutti noi.