La Fondazione Prada mette in mostra le neuroscienze

Di Redazione
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Photo credit: Yulia Reznikov - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Sarà interessante vedere come le neuroscienze, l'insieme delle ricerche sul cervello, verranno messe in mostra dalla Fondazione Prada a Milano e a Venezia, che finora ci ha abituato a mostre più tradizionali, composte di opere d'arte e oggetti anche quando erano frutto di ricerche più sperimentali. Come si fa una mostra sulle nostre conoscenze sul nostro stesso cervello? Lo vedremo nel 2021 nella sede di Milano e nel 2022 in quella di Venezia, durante la Biennale d'Arte. Intanto, la Fondazione Prada ha presentato oggi la sua iniziativa complessa, a tappe, che coprirà almeno due anni di lavori.

Human Brains è il nome dell'intero progetto, che prevede prima una serie di convegni dal 9 al 13 novembre di quest'anno, e poi altri incontri, soprattutto online, iniziative editoriali e le due mostre conclusive. La prima, nella sede di Milano, affiancherà un convegno internazionale sul tema del cervello umano, la seconda, durante la Biennale di Venezia, sarà curata da Udo Kittelman e sarà, come racconta la Fondazione, "un tentativo di tradurre in una forma espositiva la storia dello studio del pensiero umano e lo stato attuale delle ricerche scientifiche, fino ad arrivare alle sfide del futuro". Un intento non da poco.

Photo credit: Courtesy Fondazione Prada
Photo credit: Courtesy Fondazione Prada

Cominciamo dal principio, e cioè da questo percorso di ricerca descritto dal presidente del comitato scientifico nominato dalla Fondazione Prada, il neurologo Giancarlo Comi, e da Massimo Cacciari, membro del comitato insieme a Jubin Abutalebi, Alessandro Del Maschio, Viviana Kasam, Udo Kittelmann, Andrea Moro e Daniela Perani. Un trust di cervelli, appunto, che toccheranno dal punto di vista della loro disciplina la complessità della nostra mente.

Gli ambiti di esplorazione saranno infatti diversi, si andrà dalla neurobiologia alla filosofia, dalla neurochimica alla psic0logia, fino ad arrivare all'intelligenza artificiale, il cervello non-umano che gli umani stanno perfezionando in questi anni. "L'iniziativa è chiamata Human Brains, al plurale: cervelli", osserva il presidente del comitato scientifico Comi durante la presentazione online tenutasi oggi, 22 ottobre, "c'è una pluralità di cervelli perché c'è una pluralità di saperi". L'iniziativa sembra avere anche un intento politico e sociale: "La scienza è sotto attacco da molti punti di vista al momento", continua Comi, "è importante ridarle il suo ruolo centrale nella società".

Photo credit: Courtesy Bas Princen
Photo credit: Courtesy Bas Princen

Il ciclo di convegni previso dal 9 al 13 novembre 2020 si intitola Culture and consciousness, cultura e coscienza, i due principali prodotti dell'attività cerebrale più sofisticata, potremmo dire, e prevede interventi di personaggi come Antonio Damasio, neuroscienziato, Eve Marder, neurobiologa, Andrea Moro, neurolinguista, Ian Tattersal, antropologo. La discussione finale, tra lo psichiatra e neuroscienziato Giulio Tononi e il filosofo Michele Di Francesco, moderata dalla giornalista scientifica Viviana Kasam, sarà un momento di confronto tra prospettive e approcci diversi con cui è affrontata la questione complessa della coscienza. Giancarlo Comi e Massimo Cacciari elaboreranno poi delle riflessioni finali sui contributi offerti dai relatori nel corso degli appuntamenti precedenti, nel tentativo di mappare cosa sappiamo fino ad ora sul cervello umano, e cosa potremmo scoprire domani.