La Fortezza di Rovigliano, storia e leggende

fortezza di rovigliano

La Fortezza di Rovigliano si trova sulla piccola isola di Rovigliano, nota anche come lo Scoglio di Rovigliano, situata alla foce del fiume Sarno, al confine fra i comuni di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Stando a quanto riportato dal sito paesifantasma.it, lo scoglio, di origine sedimentaria, è formato da dolomie e calcari. Non ha nulla a che vedere, quindi, con il vicino Vesuvio e le sue rocce vulcaniche.

Sull’isolotto esistono diverse storie e leggende, soprattutto per quanto riguarda la sua genesi. In origine, infatti, lo scoglio era chiamato Petra Herculis, per via dell’eroe mitologico Ercole il quale, al ritorno dalla sua decima “fatica”, avrebbe staccato la cima del monte Faito gettandola in mare. Pare che l’isolotto sia stato creato proprio in questo modo!

fortezza di rovigliano

Fortezza di Rovigliano

Durante l’epoca Romana, sull’isolotto sorgeva un tempio dedicato proprio ad Ercole. Di tale tempio si possono vedere ancora oggi alcune parti di muratura nel tipico “opus reticolatum” romano. Inoltre, durante l’osservazione dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C, si dice abbia perso la vita Plinio “il vecchio”: per questo lo scoglio fu chiamato “Pietra di Plinio”.

Ma nei secoli l’isola si prestò a diversi usi. Nel VI secolo fu un’abitazione privata, per poi passare, tre secoli dopo, nelle mani di Ernesto Longobardi, il quale ne fece luogo di accoglienza per donne dedite alla vita monastica. Trecento anni dopo, nel XII secolo, lo scoglio fu adibito a monastero e chiesa per poi diventare, nel XVI secolo, una fortezza costruita per difendersi dai Saraceni sulla quale fu costruita una torre che svetta ancora oggi ed è visibile da lontano.

Nel 1860 lo scoglio divenne proprietà del demanio statale per essere dato in concessione, nel 1931, a chi ne fece un ristorante. L’attività commerciale non ebbe successo e chiuse poco dopo. Ad oggi, tutto è in rovina, in uno stato di totale abbandono aggravato dalla furia del mare.

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La leggenda del fantasma di Fulgida

La più grande leggenda dell’isola è narrata da tale Frate Simone in una delle sue cronache del IX secolo sul “Chronicon Casinense”. Ai tempi dei Longobardi in Italia, la zona di Castellammare era sorvegliata dal Conte Orso. Uomo forte, audace e generoso, il Conte Orso era sposato con Fulgida, dalla quale aveva avuto il figlio Miroaldo. La donna era molto conosciuta per la sua bontà e il suo essere caritatevole. Si narra che spesso andava a portare conforto ai soldati per alleviare le loro sofferenze.

Un giorno l’isola fu attaccata dai Saraceni i quali impiccarono il Conte Orso, fecero schiavo il figlio Miroaldo e colpirono Fulgida, la quale si frappose tra una lancia e il marito. La leggenda vuole che la donna non morì per il colpo inferto, ma rimase solo svenuta. Al suo risveglio si ritrovò nel bagno di sangue dei suoi amati soldati con l’immagine del marito impiccato.

Nessuno conosce quale fu l’esatta fine di Fulgida, ma pare che lo scoglio di Rovigliano sia infestato dal suo fantasma. Ancora oggi, ricorda la sua amata famiglia mostrandosi durante il volo dei gabbiani presenti sull’isola.