La foto Amarcord di Mara Venier bellissima a 20 anni è il #tbt più bello di ieri, oggi e domani

Di Monica Monnis
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images
Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images

From ELLE

La bellezza è soggettiva (dato di fatto) e oggi più che mai un concetto multiforme (e non vorremmo nulla di diverso). Partendo da questo, non si può negare che ci siano delle congiunzioni astrali che mettono tutti d'accordo, raccolgono una quantità immensa di consensi tanto da finire con il golden buzz nel cassetto delle “cose belle”, quelle che fanno bene al cuore e sprigionano good vibes a non finire. Prendi la foto Amarcord di Mara Venier da giovane a 20 anni, ecco, rimanere senza fiato è praticamente assicurato, non solo perché Zia Mara in questo scatto è magica, ma perché subentra il senno di poi che mescola le carte in tavola intrecciando passato, presente e futuro.

VIDEO - Mara Venier, lo scherzetto del nipotino

“Avevo 20 anni, appena arrivata a Roma, ingenua, spaesata, fragile, sempre triste, già mamma", ha scritto Mara condividendo lo scatto p-a-z-z-e-s-c-o con i suoi 2 milioni follower, sempre ben felici di ricevere i suoi aggiornamenti social (vincenti proprio perché autentici e diretti). Nella foto in bianco e nero, lo sguardo da diva trasuda glamour da tutti i pori e diventa un #tbt perfetto. Siamo nei primi Anni 70, Mara Venier lascia Mestre per trasferirsi a Roma insieme alla figlia Elisabetta di soli 3 anni per seguire l'American dream del marito Francesco Ferraccini, che poi diventa anche il suo. "Arrivo a Roma a maggio, un mese magnifico. Mia madre mi aveva cucito un cappottino a redingote: era bianco e nero con i profili di pelle, molto carino", ha raccontato ricordando il suo sliding doors.

"Quando sono arrivata a Roma, negli Anni 70, ero un’alternativa figlia dei fiori e avevo un negozio di stracci usati, quei vestiti che oggi chiamiamo ‘vintage’ ma stracci rimangono, siamo sinceri", ha ricordato nel 2017 durante un'intervista al grande amico Christian De Sica nella sua Domenica In, "Si chiamava, questo mio negozio ‘Al tempo perso’, che prendeva in giro, ma con affetto, la libreria di un mio amico, ‘Il tempo ritrovato’, Proust insomma [...] E fu così che diventai la ‘stracciarola’ più famosa di Campo dei Fiori, se non di Roma. Campo dei Fiori allora era un posto particolare, frequentato da femministe, sessattontini, hyppie, ladruncoli. Era magico. In più, eravamo tutti più giovani, e certo questo fa aumentare la magia". E il tableau vivant è servito.

Nel 1973 il debutto di Mara Venier da protagonista al cinema con il film Diario di un italiano di Sergio Capogna, tratto dalla novella Wanda di Vasco Pratolini e l'inizio di una carriera che a distanza di quasi 50 anni parla da sola. Una foto ricordo che ha conquistato tutti (e no, non è un'esagerazione): "Cara Mara sei una persona bella dentro e fuori/Bellissima/Meravigliosamente affascinante/Stupenda ora come allora", il tenore dei commenti (tra i vip si sono espressi Serena Autieri, ma anche Nino D’Angelo e Alberto Matano ndr) senza contare la pioggia infinita di like. Una foto che nel cassetto delle "cose belle" ci sta alla perfezione.