La foto che ci ricorda che a Idlib i bambini continuano a morire

Una testina con i capelli arruffati e un braccino che sporge da un mucchio di macerie grigie, ad almeno tre piani da terra: è una bimba, Riham al-Abdallah, 5 anni, praticamente seppellita da pezzi di cemento, che con una manina, stringe la camicia della sorella minore, Tuka, sette mesi, penzolante nel vuoto, cercando disperatamente di impedire che la piccola precipiti a terra.A ben guardare, si scorge tra le macerie la testina di un'altra sorellina. Qualche metro più in su, c'è un uomo che grida disperatamente, dando indicazioni alle piccole: è il padre delle bimbe o forse lo zio. La foto è stata scattata da un fotografo locale, Bashar al-Sheikh, per l'emittente SY24, dopo un attacco aereo che ha fatto crollare mercoledì alcuni edifici nella cità di Ariha, nella provincia di Idlib, in Siria."Sono arrivato sul posto e c'era il padre che cercava di estrarre dalle macerie le bambine, che urlavano e piangevano dal dolore", ha raccontato pù' tardi il fotografo.La guerra civile in Siria, innescata da una rivolta studentesca contro il regime di Bashar al-Assad nel 2011, è praticamente finita, con l'agghiacciante bilancio di oltre 370 mila vittime e milioni di sfollati. Ma i bombardamenti del regime di Damasco, sostenuto dalla Russia, non sono ancora terminati: i caccia continuano a martellare, dallo scorso aprile, Idlib, considerata l'ultima roccaforte ribelle. In un appello lanciato venerdì, l'Onu ha ricordato che i bombardamenti avvengono nel preoccupante silenzio della comunità internazionale; e che nelle ultime 4 settimane, sono morti più bambini siriani che in tutto il 2018.Le immagini registrate da SY24, nella fasi successive alla foto, mostrano i momenti frenetici seguiti al dramma: l'uomo - forse il padre, ma secondo alcune fonti le bimbe urlavano il nome dello zio- riesce a estrarre le piccole dalle macerie e le porta via di corsa, aiutato da volontari, verso l'ospedale. Secondo l'Onu, nei bombardamenti su Idlib e l'area rurale di Aleppo, solo negli ultimi 10 giorni sono morti almeno 103 civili, dei quali 26 erano bambini. Tra i luoghi bombardati, una libreria, un supermarket, un Internet cafè, una moschea, edifici residenziali, un mercato di frutta e verdura. Drammatica la sorte delle tre bimbe: secondo l'emittente CTV News, le due maggiori sono morte insieme alla madre, Naqouh, in ospedale. La piu' piccola, quella rimasta a lungo penzolante nel vuoto, lotta tra la vita e la morte.L'immagine - come quella di Aylan Kurdi, affogato nell'ottobre del 2015 davanti alla spiaggia di Bodrum o quella dell'uomo e sua figlia, morti annegati nel tentativo di raggiungere gli Stati Uniti a nuoto - è un'icona dei drammi che travolgono i bambini, stavolta in Siria.

Una testina con i capelli arruffati e un braccino che sporge da un mucchio di macerie grigie, ad almeno tre piani da terra: è una bimba, Riham al-Abdallah, 5 anni, praticamente seppellita da pezzi di cemento, che con una manina, stringe la camicia della sorella minore, Tuka, sette mesi, penzolante nel vuoto, cercando disperatamente di impedire che la piccola precipiti a terra.

A ben guardare, si scorge tra le macerie la testina di un'altra sorellina. Qualche metro più in su, c'è un uomo che grida disperatamente, dando indicazioni alle piccole: è il padre delle bimbe o forse lo zio. La foto è stata scattata da un fotografo locale, Bashar al-Sheikh, per l'emittente SY24, dopo un attacco aereo che ha fatto crollare mercoledì alcuni edifici nella cità di Ariha, nella provincia di Idlib, in Siria.

"Sono arrivato sul posto e c'era il padre che cercava di estrarre dalle macerie le bambine, che urlavano e piangevano dal dolore", ha raccontato pù' tardi il fotografo.

La guerra civile in Siria, innescata da una rivolta studentesca contro il regime di Bashar al-Assad nel 2011, è praticamente finita, con l'agghiacciante bilancio di oltre 370 mila vittime e milioni di sfollati. Ma i bombardamenti del regime di Damasco, sostenuto dalla Russia, non sono ancora terminati: i caccia continuano a martellare, dallo scorso aprile, Idlib, considerata l'ultima roccaforte ribelle. In un appello lanciato venerdì, l'Onu ha ricordato che i bombardamenti avvengono nel preoccupante silenzio della comunità internazionale; e che nelle ultime 4 settimane, sono morti più bambini siriani che in tutto il 2018.

Le immagini registrate da SY24, nella fasi successive alla foto, mostrano i momenti frenetici seguiti al dramma: l'uomo - forse il padre, ma secondo alcune fonti le bimbe urlavano il nome dello zio- riesce a estrarre le piccole dalle macerie e le porta via di corsa, aiutato da volontari, verso l'ospedale. Secondo l'Onu, nei bombardamenti su Idlib e l'area rurale di Aleppo, solo negli ultimi 10 giorni sono morti almeno 103 civili, dei quali 26 erano bambini. Tra i luoghi bombardati, una libreria, un supermarket, un Internet cafè, una moschea, edifici residenziali, un mercato di frutta e verdura. Drammatica la sorte delle tre bimbe: secondo l'emittente CTV News, le due maggiori sono morte insieme alla madre, Naqouh, in ospedale. La piu' piccola, quella rimasta a lungo penzolante nel vuoto, lotta tra la vita e la morte.

L'immagine - come quella di Aylan Kurdi, affogato nell'ottobre del 2015 davanti alla spiaggia di Bodrum o quella dell'uomo e sua figlia, morti annegati nel tentativo di raggiungere gli Stati Uniti a nuoto - è un'icona dei drammi che travolgono i bambini, stavolta in Siria.