La Francia chiede a Londra fondi e un trattato sull'immigrazione

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AGI - Il ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, ha chiesto la negoziazione di un trattato in materia di immigrazione tra l'Ue e il Regno Unito e ha chiesto a Londra di stanziare il denaro promesso per combattere contro il traffico di esseri umani sulle coste francesi.

"Dobbiamo negoziare un trattato - dal momento che il signor Barnier non lo ha fatto quando ha negoziato la Brexit - che ci leghi sulle questioni migratorie", ha detto Darmanin durante una visita a Loon-Plage e a Marck, dove i migranti cercano ogni giorno di attraversare la Manica per raggiungere l'Inghilterra.

"Siamo per un accordo europeo che risolva il problema delle domande di asilo, che risolva il problema delle espulsioni, che risolva il problema del ricongiungimento familiare", ha precisato Darmanin, "l'ho detto al governo britannico e stiamo aspettando la sua risposta per avviare queste discussioni". 

Il ministro ha precisato che, su richiesta del presidente Emmanuel Macron, la Francia sosterrà questo progetto quando a gennaio avrà la presidenza semestrale dell'Unione europea. "Abbiamo un tunnel insieme, abbiamo un mare in comune e poi siamo amici da molto tempo", ha aggiunto il ministro.

La questione migratoria tra Parigi e Londra è regolata da quasi vent'anni dagli accordi di Touquet, che mirano a ostacolare l'immigrazione irregolare in Gran Bretagna rafforzando i controlli in partenza dalla Francia.

Gli attraversamenti clandestini dei migranti causano regolarmente attriti tra Londra e Parigi, che si sono recentemente cristallizzati su questioni economiche.

Londra, ha accusato Darmanin, "non ha pagato ciò che ci ha promesso per il momento, chiediamo agli inglesi di mantenere la loro promessa di finanziamento poiché tuteliamo il confine per loro". Il Regno Unito si era impegnato a fine luglio a pagare alla Francia 62,7 milioni di euro nel 2021 e nel 2022 per finanziare il dispiegamento di forze dell'ordine francesi sulle coste.

Secondo la stampa britannica, il ministro degli Interni britannico, Priti Patel, aveva però minacciato all'inizio di settembre di non pagare tale somma, a fronte di arrivi record di migranti attraverso la Manica.

Secondo il prefetto marittimo Philippe Dutrieux, dal 1 gennaio al 31 agosto hanno tentato la traversata circa 15.400 migranti, di cui 3.500 "recuperati in difficoltà" nello stretto e riportati sulle coste francesi. Nel 2020 le traversate e i tentativi di traversata hanno riguardato circa 9.500 persone, rispetto alle 2.300 del 2019 e alle 600 del 2018.

Secondo Darmanin, i fermi di imbarcazioni illegali sono però aumentati di 15 punti negli ultimi tre mesi, passando "dal 50% al 65% del totale". "Dobbiamo essere in grado di raggiungere quasi il 100% se impieghiamo tutti questi mezzi e se i nostri amici britannici continuano ad aiutarci", ha detto Darmanin, ricordando a Londra che la Francia non è un suo "vassallo" e che serve "complementarità" nella lotta all'immigrazione clandestina.

Darmanin ha anche affermato di aver ricevuto assicurazioni dal direttore dell'agenzia europea di sorveglianza delle frontiere Frontex su un dispiegamento entro "la fine dell'anno" per aiutare a monitorare l'area, in particolare tramite la sorveglianza aerea.

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