La Francia dà il via al deconfinamento ed "entra in un nuovo mondo"

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Da oggi la Francia è di nuovo in movimento dopo un periodo di contenimento di 55 giorni. C'è con l'obbligo di indossare le mascherine, nel timore che la ripresa possa innescare una nuova epidemia di coronavirus. Con il deconfinamento, la Francia sta entrando in "un nuovo mondo" dove sarà necessario conciliare il rilancio dell'attività economica e il continuo contenimento dell'epidemia di Covid-19, ha dichiarato il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire. "Stiamo entrando in un mondo che è nuovo, in cui dobbiamo imparare a combinare attività economica, lavoro e circolazione del virus e il successo di questa sfida che dobbiamo raccogliere, dipenderà da ciascuno di noi", ha spiegato il ministro in un intervento su Bfm Business. "Non sono solo i leader aziendali, non sono solo i leader politici, e' ogni cittadino che deve sentirsi personalmente interessato", ha insistito.

Questo ritorno al lavoro e il riavvio di molte aziende dovrebbero consentire di "rimettere in ordine la Francia", ma "in condizioni di sicurezza sanitaria che devono essere massime", ha aggiunto Le Maire. Una "nuova cultura del lavoro" deve "essere attuata ovunque nell'economia francese", ha poi sottolineato piu' tardi al microfono di Bfm Tv, durante una visita a un cantiere di Saint Germain en Laye.

"Grazie a te, il virus si è ritirato. Ma è ancora lì. SALVA VITE RESTA PRUDENTE", ha twittato il presidente Emmanuel Macron ieri sera, poche ore prima della scadenza. Alle 6, la metropolitana parigina era già quasi piena.

A Chatelet les Halles, uno dei principali snodi di trasporto nel centro di Parigi, l'affluenza era quasi la stessa dei giorni prima del confino. I treni RER A e B sono arrivati pieni di passeggeri mentre gli altoparlanti chiedevano, invano, di tenere "un metro di distanza". Sulla rete stradale, invece, non è stata la fretta dei grandi giorni, con solo 11 chilometri di code registrati nell'Ile-de-France intorno alle 6:30 del mattino.

"Quasi l'86%" delle 50.500 scuole francesi apriranno, per accogliere "più di 1,5 milioni di bambini" su un totale di 6,7 milioni di alunni delle scuole materne ed elementari, ha dichiarato ieri il ministro dell'Istruzione Jean-Michel Blanquer al Journal du Dimanche.

Nelle classi rientreranno solo un milione di alunni, sui 6,7 complessivi, accolti da 130 mila docenti. Per venire incontro alle lamentele dei genitori e alle polemiche dei sindaci dei giorni scorsi, è stato deciso che la scelta sarà volontaria e anche i comuni avranno voce in capitolo. Quanto alle medie, nelle zone verdi se ne riparla il 18 maggio mentre nelle zone rosse la chiusura resta in vigore; ugualmente per i licei, lì dove la situazione è tranquilla a inizio giugno si ragionerà se farli ripartire, così come per caffè e ristoranti.

Molti sindaci sono riluttanti a riaprire le scuole a causa dei problemi con le regole sanitarie da rispettare, soprattutto da parte dei più giovani. Le stesse preoccupazioni valgono per gli insegnanti, alcuni dei quali stanno considerando il diritto di recesso. E molti genitori hanno paura di rimettere i loro figli in potenziale contatto con il virus.

I sindaci di Rennes, Strasburgo, Cannes e del 9 arrondissement di Parigi hanno insistito oggi sulla "progressività" dell'uscita dal confino e del ritorno a scuola dei bambini, invocando la "prudenza", scrive il sito di Le Figaro.