La Francia mette gli italiani in quarantena

(Photo: PASCAL GUYOT via Getty Images)

Il coronavirus italiano fa paura anche dall’altro lato delle Alpi. Nonostante gli appelli alla calma e alla prudenza dinnanzi all’aumento dei casi nel nord della Penisola, Parigi corre ai ripari e adotta una serie di misure restrittive per tutti i cittadini francesi che rientrano dalla Lombardia e dal Veneto, chiedendo loro di rimanere a casa ed evitare “tutte le uscite non indispensabili”. Una raccomandazione estesa anche agli studenti, che secondo quanto annunciato dal governo “non devono essere inviati all’asilo, a scuola, al collegio o al liceo” per almeno un paio di settimane.

La Francia cerca così di contenere l’avanzata del Covid-19, in un clima di timore crescente, nel quale ormai il minimo segnale di allarme può far scattare il dispositivo di sicurezza. Come a Lione, dove sono bastati alcuni colpi di tosse dell’autista per bloccare un pullman della compagnia Flixbus proveniente da Milano. Insospettita dallo stato di salute del conducente italiano, una passeggera ha chiamato la polizia, che è immediatamente arrivata sul posto insieme ai servizi dell’Agenzia regionale della sanità e la Protezione civile. L’uomo è stato portato d’urgenza in ospedale insieme a un altro passeggero, mentre il resto del gruppo è rimasto confinato nella stazione per diverse ore, in un clima di tensione generale secondo quanto riferito da testimoni presenti sul posto. Nessuno dei passeggeri ha avuto sintomi, fa sapere Flixbus. Il test Covid-19, effettuato sull’autista, che era stato condotto all’Ospedale Civile di Lione, ha dato esito negativo. Questi gli esiti comunicati questa sera dal Centre National de Référence

“Era inquietante perché non sapevamo cosa aspettarci. Eravamo bloccati senza niente da mangiare o da bere. Ci chiedevamo cosa stesse succedendo, volevamo solo avere qualche informazione per essere rassicurati”, ha detto uno dei passeggeri ai giornalisti una volta uscito dalla stazione.

Ma a Lione il livello di guardia resta alto. La squadra locale dell’Olympique Lionnaise questo mercoledì ha in programma una partita di Champion’s League contro la Juventus. Preoccupato per l’arrivo di circa 3mila tifosi da Torino, il club francese ha preso contatto con il ministero degli Affari esteri di Parigi per valutare una possibile sospensione del match, anche se per il momento non è stata presa alcuna decisione.

Intanto, il dibattito prende una piega politica. Ad alzare la voce è soprattutto la destra, che tira in ballo il blocco dei confini, mentre il governo mostra maggiore prudenza.

La prima ad aprire la polemica è stata la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, che in un’intervista rilasciata ieri alla trasmissione Grand Jury di Rtl-Lci-Le Figaro si è detta favorevole al ripristino della frontiera con l’Italia nel caso in cui il propagarsi del virus dovesse diventare “fuori controllo” nella Penisola. Una stoccata che ha raccolto il plauso del suo alleato leghista Matteo Salvini, confermando l’asse sovranista franco-italiano in un momento di crisi che riguarda tutta l’Europa.

“Le frontiere non bloccano nessun virus”, spiega all’HuffPost Frédéric Tangy, professore di virologia e direttore del laboratorio di innovazione vaccinale dell’Istituto Pasteur di Parigi. “Per arrivare a chiudere i confini il numero dei casi in Italia dovrebbe moltiplicarsi per due o per tre, con un importante aumento del numero di morti”, ha spiegato l’esperto, secondo il quale per adesso l’ipotesi della chiusura delle frontiere è altamente improbabile.

A rilanciare le posizioni della Le Pen ci ha pensato oggi da Eric Ciotti, deputato dei Repubblicani per il dipartimento delle Alpi marittime e rappresentante dell’ala più a destra del partito, conosciuto per le sue posizioni estreme sull’immigrazione. Senza giri di parole, l’esponente del centro-destra francese dai microfoni di Rtl ha attaccato direttamente il governo italiano, colpevole a suo dire di non essere stato in grado di prevenire il problema. Ciotti ha poi chiesto al primo ministro, Edouard Philippe un “piano d’urgenza” per far fronte a una possibile crisi.

Dal canto suo, il governo francese esclude misure drastiche pur rimanendo cauto. “Ogni persona che torna dalla Lombardia o dal Veneto con dei sintomi deve essere considerata sospetta”, ha detto questa mattina Jerome Salomon, direttore generale della Sanità, spiegando però che “chiudere le frontiere non serve a niente”.

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