Toti chiede scusa per la frase sugli anziani che ha scatenato le proteste sui social

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AGI -  “Mi assumo sempre la piena responsabilità delle mie idee e delle loro esplicitazioni e lo faccio anche in questo caso. Un mio precedente tweet, scritto in effetti malamente da un mio collaboratore, ha scatenato l'inferno". Il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti torna sulla vicenda che lo ha visto protagonista di una durissima polemica e, sulla sua pagina Facebook, chiede scusa per il Tweet relativo alla proposta di misure ad hoc per gli over 75.

"È stata una cosa mal fatta. Mi dispiace e chiedo scusa, per me e per chi l'ha scritto. Chi lavora talvolta sbaglia. E magari imparando dall'errore, migliorerà in futuro. Chi temo non possa migliorare e farà grandi danni al Paese nel prossimo futuro è chi meschinamente strumentalizza per evitare di dare risposte su un tema difficile, umanamente, eticamente, politicamente ed economicamente. Pertanto meglio buttarla, come si dice, in gazzarra".

"Il tema è questo: nelle prossime ore, visto che i nostri ospedali sono quasi allo stremo e i morti aumentano, il Governo sarà chiamato a nuove e dolorose scelte. Un percorso che abbiamo già visto: abbiamo chiuso bar e ristoranti, poi chiuderemo altro, settimana dopo settimana, fino al finale lockdown", spiega Toti.

 "Siccome sto scrivendo in prima persona, ricorderò anche in futuro di averlo detto. - aggiunge - Lo dico a tutti coloro, categorie economiche e sociali, che verranno a protestare contro le scelte fatte. Non certo da me. Perché la nostra sanità è in difficolta? Perché i nostri morti aumentano. Tutto sommato, con buona pace degli esperti, basta scorrere i numeri".

"Il Covid, ormai anche i sassi dovrebbero saperlo, colpisce severamente e spesso drammaticamente i soggetti più fragili: anziani, sopra i 75 anni e, ovviamente, i malati di molte patologie. Non lo dice Toti, lo dicono i numeri: oltre il 40% dei ricoverati nei nostri Pronto Soccorso ha oltre 75 anni, e oltre il 90 % dei decessi riguarda proprio anziani e persone già con patologie".

Allora, continua il governatore ligure, "a me appare chiaro che, proteggendo loro, proteggiamo anche il resto dei nostri cittadini. Se troviamo il modo di proteggerli, i nostri genitori e nonni non si ammaleranno, i nostri Pronto Soccorso si svuoteranno, chi andrà nei nostri ospedali farà parte della parte meno fragile della società e quindi la loro degenza durerà poco e per lo più con esiti felici".  

"Non è una guerra tra generazioni. È semplice senso di responsabilità", sottolinea Toti che precedentemente, nel bel mezzo della bufera, aveva spiegato: "Cari amici, sta girando un mio tweet su cui vorrei chiarire due concetti e, innanzitutto, chiedere scusa se ha offeso qualcuno poiché non rappresenta minimamente il mio pensiero".

"La frase è stata estrapolata da un concetto più ampio e mal interpretata a causa del taglio erroneo su Twitter di un mio post. Non a caso su Facebook, dove il testo è stato pubblicato integralmente, le stesse frasi non hanno creato il medesimo scalpore".

Il tweet diceva:

"Per quanto ci addolori ogni singola vittima del #Covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della #Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate".

Ma il governatore spiega di esser stato frainteso: "Il concetto è - precisa Toti - bisogna proteggere gli anziani. Il cinico è chi non lo fa. Il fatto che le persone oltre i 75 anni siano in pensione consente loro di proteggersi, senza per questo dover fermare l'economia del Paese. Il 40% dei ricoverati ha oltre 75 anni di età. Oltre il 95% dei deceduti per Covid ha più di 75 anni di età. L'età media dei decessi è di 84 anni. Servono - prosegue il governatore - misure anagrafiche di protezione per queste categorie se vogliamo sconfiggere il virus. A me sembra francamente più immorale un Paese che vieta scuola e sport ai giovani a cui il Covid fa poco, mentre non tuteliamo coloro che invece per il virus rischiano di morire".

Infine il presidente della Liguria conclude: "Basta demagogia e muoviamoci dove serve, senza distruggere il Paese. Questo è quello che volevo dire e spero che facciate girare il più possibile il mio messaggio di chiarimento, con la stessa velocità con cui si fa un processo sui social".