La frode spagnola ai Giochi paralimpici di Sydney 2000

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La squadra spagnola festeggia la medaglia d'oro nel basket per disabili intellettuali ai Giochi paralimpici di Sydney. In seguito, quando si scoprì che avevano barato, sono stati privati del titolo. (DR/YouTube)
La squadra spagnola festeggia la medaglia d'oro nel basket per disabili intellettuali ai Giochi paralimpici di Sydney. In seguito, quando si scoprì che avevano barato, sono stati privati del titolo. (DR/YouTube)

Rodolphe Desseauve, articolo apparso originariamente su Yahoo Francia

A poche settimane dalla vittoria della Spagna nel torneo di basket per disabili intellettivi, un giornalista sotto copertura ha rivelato l'impensabile: 10 delle 12 medaglie d'oro non avevano alcuna disabilità!

Testo: Se la lunga storia dei moderni Giochi olimpici è costellata da una certa varietà di scandali e imbrogli, anche nei Giochi paralimpici, nati nel 1960 per gli atleti con disabilità, non mancano tentativi di frode. Il più famoso e oltraggioso di tali episodi è senza dubbio quello verificatosi durante i Giochi di Sydney 2000.

Oltre alla tradizionale competizione di basket su sedia a rotelle, i Giochi paralimpici del 2000 ospitarono anche un torneo di pallacanestro per persone con disabilità intellettive. Secondo il sito Cap à citer, il Comitato paralimpico aveva fissato la soglia di disabilità che consentiva di poter partecipare ad un quoziente intellettivo (QI) di 70.

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Una prestazione straordinaria

Il primo torneo paralimpico di pallacanestro maschile per giocatori con disabilità intellettive si svolse a Sydney nell'ottobre del 2000 e fu caratterizzato dall'eccezionale prestazione della squadra spagnola. Vinsero tutte le partite con almeno 15 punti di vantaggio lasciando stupiti tutti gli osservatori e schiacciando i favoriti russi in finale (87-63).

"Hanno fatto saltare tutti fuori dal campo", ricorda Bradley Lee, membro della squadra australiana che ha partecipato al torneo, come citato da ABC News. "Lo sospettavo, ma non lo dissi. La loro squadra era completamente diversa dalle altre. Avevamo il dubbio che ci fosse qualcosa di strano, ma non ci avremmo messo la mano sul fuoco". Alla fine il mistero venne svelato alcune settimane dopo.

La verità viene a galla

Il giorno dopo la loro vittoria il Marca, uno dei principali quotidiani sportivi spagnoli, ha reso onore ai campioni paralimpici pubblicando una foto della squadra con indosso le medaglie d'oro. Dopo la pubblicazione della foto la redazione del giornale ha cominciato a ricevere messaggi da lettori che affermavano di aver riconosciuto alcuni giocatori e che non erano in alcun modo disabili!

Il sotterfugio venne definitivamente a galla nel novembre del 2000, quando Carlos Ribagorda, uno dei giocatori della vittoriosa squadra di Sydney, rivelò pubblicamente di essere in realtà un giornalista del quotidiano finanziario Capital che si era infiltrato nella squadra nel 1999 e non aveva alcuna disabilità intellettiva.

Un test di valutazione della pressione spacciato per visita medica

Ancor peggio, il giornalista confermò nella stessa occasione che ben dieci giocatori (su dodici) della squadra spagnola avevano finto una disabilità mentale per partecipare alla competizione! A suo avviso questo spudorato inganno era stato reso possibile da una grave mancanza di rigore durante gli esami medici. Come riportato sull'Huffington Post, Ribagorda ha dichiarato che "l'unico esame medico a cui era stato sottoposto fu un controllo della pressione dopo aver fatto sei flessioni".

Durante l'intera avventura paralimpica la maggior parte dei giocatori spagnoli ha finto di avere una disabilità intellettiva. Questa trovata farsesca ha causato momenti imbarazzanti. "Nel secondo tempo della nostra prima partita abbiamo facilmente segnato 30 punti", dice Ribagorda, come riportato dall'Huffington Post. "Quindi l'allenatore ci ha detto, ridendo e scherzando, di trascinare un po' i piedi per non dare troppo nell'occhio".

10 delle 12 medaglie d'oro avevano un quoziente d'intelligenza superiore a 70

Spingendosi ancora più in là nelle accuse, Ribagorda ha dichiarato che almeno altri cinque atleti della delegazione spagnola, così come diversi atleti di altri paesi che hanno gareggiato nei Giochi paralimpici di Sydney, in realtà non avevano "alcuna disabilità mentale o fisica". Queste rivelazioni non potevano rimanere senza risposta e il Comitato paralimpico spagnolo ha rapidamente aperto un'indagine che giunse ad una conclusione sconvolgente: dieci dei dodici atleti che vinsero le medaglie d'oro avevano un QI superiore a 70.

Di conseguenza le medaglie d'oro vennero restituite e i responsabili dello scandalo furono consegnati alla giustizia. Nel 2013 venne finalmente emesso il verdetto: dei 19 imputati, 18 furono assolti, mentre Fernando Martin Vicente, all'epoca presidente della Federazione sportiva spagnola per i disabili intellettivi (Feddi), venne condannato a una multa di 5.400 euro per "frode e falso ideologico" e dovette inoltre rimborsare i 142.355 euro di sovvenzioni pagate dal governo spagnolo agli atleti paralimpici per i giochi di Sydney.

Persone con disabilità intellettive escluse dai Giochi paralimpici per 12 anni

Pur assumendosi la responsabilità della frode, il presidente della Feddi ha sostenuto durante il suo processo di aver solo sfruttato una lacuna normativa: "Se qualcuno imbroglia, è difficile da individuare. È facile fingere di avere una bassa soglia di intelligenza". Il Comitato paralimpico internazionale (IPC) era evidentemente d'accordo e, a seguito dello scandalo, si è limitato semplicemente a escludere gli atleti con disabilità intellettive dalla partecipazione ai Giochi.

Questa decisione ha avuto conseguenze devastanti per i principali interessati, ovvero gli atleti con una reale disabilità intellettiva. "Ho ricevuto chiamate da parte di molti dei nostri atleti di alto livello che mi dicevano: 'Non ho barato, non capisco'", afferma Robyn Smith di Sports Inclusion Australia, come citato da ABC News. "È stato straziante passare dall'essere eroi all'essere cacciati dall'evento".

Si è dovuto attendere fino ai Giochi paralimpici di Londra 2012 perché l'IPC si convincesse dei nuovi e più evoluti metodi per rilevare le disabilità intellettive e reintegrare così questi atleti.

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