La Galleria Corsini riapre con una mostra sulla 'architettrice' Plautilla Bricci

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Riapre, dopo un anno di chiusura, la Galleria Corsini di Roma, museo di arte antica collegato idealmente e organizzativamente alla Galleria nazionale di Palazzo Barberini; e riapre con la prima mostra in assoluto dedicata a una particolarissima artista del Seicento, Plautila Bricci, pittrice ma soprattutto 'architettrice', come venne definita essendo la prima donna in Italia e in Europa a fregiarsi del titolo di architetto, alla cui figura è anche dedicato l'ultimo romanzo di Melania Mazzucco, 'L'Architettrice' appunto, edito nel 2019 e dal 21 ottobre scorso tornato nelle librerie per la ripubblicazione dalla casa editrice Einaudi nella collana Super Et.

"Si tratta della prima mostra monografica dedicata a Plautilla Bricci, figura particolarissima dell'arte romana del Seicento, un'artista universale: pittrice di talento, disegnatrice prolifica e abilissima nonché ideatrice di apparati effimeri per feste e celebrazioni d'occasioni, ma soprattutto 'architettrice', la prima donna a essere architetto di professione nell'arte europea", sottolinea all'AdnKronos il curatore della mostra Yuri Primarosa. Una mostra che consente anche di apprezzare i nuovi interventi di adeguamento funzionale e di conservazione e tutela delle opere e degli apparati decorativi della Galleria Corsini riaperta al pubblico.

"La sua straordinaria versatilità artistica viene presentata in questa mostra attraverso 46 opere, per metà grafiche composte da disegni e stampe e per metà pittoriche. Ricostruiamo per la prima volta la fisionomia pittorica di un'artista che finora era nota quasi esclusivamente per essere stata la 'architettrice' del Vascello sul Gianicolo distrutto dalle cannonate dell'esercito francese nel 1849. Qui operiamo una scelta di coraggio, presentando al pubblico non ciò che si conosce già ma quel che ancora non si conosceva", osserva Primarosa.

La mostra alla Galleria Corsini propone ai visitatori fra le opere esposte il ritratto di Plautilla Bricci - che campeggia anche nella copertina del catalogo pubblicato da Officina Libraria - proveniente da una collezione privata a Los Angeles; il ritratto del Cardinale Mazzarino dipinto da Pietro da Cortona; lo Stendardo di San Giovanni il Battista realizzato da Plautilla su un doppio pannello a rappresentare su un lato la nascita e sul lato opposto il martirio con la decapitazione, conservato a Poggio Mirteto in Sabina; i progetti per la scalinata di Trinità de' Monti condivisi con Elpidio Benedetti, dalla Biblioteca Apostolica Vaticana; la Madonna con Bambino icona miracolosa della Vergine del Carmelo dalla chiesa romana di Santa Maria in Montesanto; la Lunetta Lateranense con l'Angelo che offre il Sacro Cuore di Gesù al Padre Eterno, con la scritta in latino, 'invenit et pixit' ovvero ideò e dipinse, con la quale Plautilla Bricci firmò la sua opera.

Ma quanto dista e quanto coincide la figura reale e artistica di Plautilla Bricci con quella della 'Architettrice' descritta nel romanzo di Melania Mazzucco? "Sono vicinissime e al tempo stesso molto distanti - spiega ancora all'AdnKronos il curatore della mostra Yuri Primarosa - Alcuni dati che si conoscevano prima di allestire questa mostra sono stati poi corretti mano a mano che assieme alla stessa Melania Mazzucco si approfondiva il progetto, facendo emergere nuovi elementi e in parte sparigliando le carte, anche se il romanzo resta molto fedele alla figura dell'architettrice. Del resto, la filologia non sempre può arrivare e spiegare tutto e l'immaginazione di uno scrittore può riuscire con il verosimile a rendere una verità rimasta celata".

(di Enzo Bonaiuto)

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