La geopolitica dei comizi finali a Roma, a caccia dell'ultimo voto

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Elezioni Roma (Photo: ANSA)
Elezioni Roma (Photo: ANSA)

Il dato politico è che il Pd e il centrodestra scelgono le periferie della Capitale, mentre Virginia Raggi e Carlo Calenda optano per il centro di Roma. Nulla viene lasciato al caso per l’ultima sfida a distanza, quella di chiusura della campagna elettorale. I candidati sindaco si muovono con il chiaro obiettivo di strappare qualche voto in più e convincere gli astensionisti e gli indecisi in quei luoghi dove ritengono di avere più possibilità per farlo.

Il primo appuntamento di venerdì è in mattinata con Enrico Michetti a Spinaceto che, come dice Nanni Moretti nel film Caro Diario, “viene sempre inserito nei discorsi per parlarne male”. È qui, nel cuore della periferia romana, in uno slargo, che il candidato sindaco di centrodestra ribadirà la sua intenzione, annunciata sin dal primo giorno, di creare un assessorato alla periferia e prenderà Spinaceto come simbolo di uno spazio da rilanciare. Ed è per questo che con i leader del centrodestra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani si spinge fin oltre il quartiere dell’Eur. Sperando che questa volta la numero uno di Fratelli d’Italia arrivi puntuale alla conferenza stampa così da non causare un secondo incidente diplomatico, dopo quello di oggi, con il big leghista. La presenza dei tre leader accanto al “tribuno del popolo” servirà a mandare un messaggio di unità e di compattezza. Se sarà sufficiente, dopo che Giancarlo Giorgetti ha espresso il suo apprezzamento per Carlo Calenda, si vedrà. Per adesso resta agli atti la risposta di Salvini al collega leghista: “Non si riparte dai salotti di Calenda”.

A proposito, il leader di Azione ha scelto proprio il salotto della città, ovvero Piazza del Popolo. Da qui va a caccia dei voti del generone romano e della borghesia dei circoli. Il centro della Capitale e il quadrante che va dal quartiere Trieste a Prati, negli ultimi anni, sono di tendenza Pd ma allo stesso tempo sono una enclave storicamente di centrodestra dai tempi di Giorgio Almirante a quelli di Gianfranco Fini. Ceti che potrebbero non riconoscersi in Michetti o nel dem Gualtieri e optare magari per il voto disgiunto votando un candidato di un partito di centrodestra o del Pd insieme a Calenda come sindaco. Ecco quindi la scommessa di Calenda: accaparrarsi tutta la disaffezione verso Michetti non lasciando nulla all’astensione. Almeno è questo il ragionamento elaborato dal leader di Azione che proverà a riempire l’enorme piazza nelle ore decisive.

Roberto Gualtieri torna invece a San Basilio per un comizio con il segretario Nicola Zingaretti. Non è nuovo da queste parte, già una notte ha passeggiato accompagnato dal prete anti spaccio Don Coluccia con l’obiettivo di conoscere le dinamiche di una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa. Quella sera improvvisamente arrivò anche Virginia Raggi che in un tweet postò un video della passeggiata fatta con l’avversario dicendo che era passata a San Basilio prima di rientrare a casa e così ha portato Gualtieri a “conoscere il quartiere. Io sono anni che vado a San Basilio e stiamo facendo un lavoro importante”. Come dimostrano i fatti, i due si rincorrono proprio in questa periferia popolosa, con realtà complesse come l’occupazione delle case, dove il sindaco uscente è forte e il candidato Pd ha la necessità di strappargliela.

Al contrario l’attuale sindaco, per il comizio di chiusura, si allontana dalle periferie e sceglie la Bocca della Verità accompagnata da Giuseppe Conte e dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. A pochi passi dal Campidoglio vuol ribadire che lì lavora lei e vuole rimarci. Non è una questione di quartiere o di consenso da acchiappare nel rush finale, ma è legata al suo ruolo. Beppe Grillo, che ha recentemente incoraggiato la prima cittadina, in versione “legionaria” a volare alto e ad andare avanti, non è dato tra i presenti ma contribuirà a convincere gli indecisi attraverso un videomessaggio. Sono lontani i tempi in cui, il 2 giugno del 2018, scrisse: “Questa sera mi eleverò per voi in piazza Bocca della Verità”. Serviva il Garante per giustificare la nascita del governo con la Lega. Ora bisognerà vedere se sarà sufficiente Conte a tirare la volata alla Raggi.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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