La Germania riconosce il genocidio in Namibia con 1,1 mld di euro

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Windohek, 28 mag. (askanews) – Per la prima volta la Germania riconosce il genocidio della Namibia, paese dell’Africa meridionale, ex colonia dell’Impero tedesco dal 1884 al 1915 (con il nome di Africa tedesca del Sud-Ovest). In una dichiarazione alla stampa fuori dal ministero degli Esteri a Berlino, il ministro Heiko Maas ha fatto l’annuncio, al termine di 5 anni di negoziati su una questione che ha avvelenato le relazioni per decenni: “Ci riferiremo ora ufficialmente a questi eventi per quello che sono stati: un genocidio. Con questo riconosciamo anche la nostra responsabilità storica”.

“Alla luce della responsabilità storica e morale della Germania, chiederemo perdono alla Namibia e ai discendenti delle vittime. Come gesto di riconoscimento delle immense sofferenze inflitte alle vittime, vogliamo sostenere la Namibia e i discendenti delle vittime con un sostanzioso programma di 1,1 miliardi di euro, che andranno soprattutto alla ricostruzione e allo sviluppo”.

Alfredo Hengari, portavoce del presidente della Namibia Hage Geingob, ha definito “l’accettazione da parte della Germania che un genocidio è stato commesso un primo passo nella giusta direzione”. “É la base per il secondo passo, che sono le scuse, a cui dovranno seguire i risarcimenti”, ha aggiunto.

Mentre giravano voci insistenti su un possibile accordo, i gruppi etnici coinvolti nel genocidio hanno scritto in un documento che rifiuteranno qualsiasi accordo “insensato” “di svendita”. La somma promessa da Maas sarà pagata in 30 anni, secondo fonti vicine ai negoziati e i soldi andranno principalmente ai discendenti di Herero e Nama.

In quello che gli storici definirono il “primo genocidio del 20esimo secolo”, le truppe imperiali tedesche uccisero decine di migliaia di indigeni Herero e Nama tra il 1904 e il 1908. Il generale Lothar von Trotha, sotto il diretto comando del Kaiser Wilhelm II, firmò il noto “ordine di sterminio” contro gli Herero nel 1904.

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