La Germania in terapia intensiva dà la precedenza ai disabili vaccinati

·2 minuto per la lettura
TOPSHOT - Medical staff take care of a Covid-19 patient in an intensive care unit at the University hospital of Aachen, western Germany, on April 15, 2020 during the novel coronavirus COVID-19 pandemic. (Photo by Ina FASSBENDER / AFP) (Photo by INA FASSBENDER/AFP via Getty Images) (Photo: INA FASSBENDER via AFP via Getty Images)
TOPSHOT - Medical staff take care of a Covid-19 patient in an intensive care unit at the University hospital of Aachen, western Germany, on April 15, 2020 during the novel coronavirus COVID-19 pandemic. (Photo by Ina FASSBENDER / AFP) (Photo by INA FASSBENDER/AFP via Getty Images) (Photo: INA FASSBENDER via AFP via Getty Images)

Tra un padre di famiglia cinquantenne non vaccinato contro il covid e un disabile invece immunizzato, se mancano posti in terapia intensiva, in Germania si darà la precedenza ai pazienti disabili vaccinati. Sul tema si è infatti pronunciata ieri la Corte costituzionale tedesca, che ha sollecitato il Parlamento a fornire delle disposizioni per risolvere dilemmi di questo tipo. Lo riporta La Stampa.

In particolare la Corte di Karlsruhe ha accolto il ricorso di 9 persone con disabilità che hanno dichiarato di sentire minacciato il loro diritto di accesso alle cure in caso di scelta da parte del personale medico del paziente da salvare. E in caso, ovviamente, di mancanza di posti sufficienti in terapia intensiva. La Corte ha sottolineato il vuoto legislativo, da riempire, come ha dichiarato in un comunicato, “con una legge che protegga il diritto dei disabili a ricevere cure adeguate in vista della prossima ondata pandemica”. La Corte spiega che “il legislatore è obbligato ad adottare disposizioni efficaci per garantire che nessuno venga svantaggiato a causa della propria disabilità in caso di triage”. Secondo l’Istituzione infatti sussiste il rischio che le persone con disabilità “siano svantaggiate nell’assegnazione di risorse per trattamenti medici intensivi”. In tal caso però si violerebbe il diritto alla salute tutelato dall’articolo 3, paragrafo 3 della Costituzione tedesca.

Il punto su cui interviene la Corte è il criterio di scelta, indicato dall’associazione tedesca dei medici di terapia intensiva e d’urgenza (Divi), dei pazienti prioritari in caso di triage. Un criterio legato alla valutazione della fragilità dei pazienti. Nelle indicazioni del Divi infatti c’è scritto che per decidere chi ricoverare prima bisogna chiedersi anche chi abbia più diritto a vivere, se chiunque o chi abbia un’aspettativa di vita più alta. Ecco allora che i membri della Corte temono che le minori chance di sopravvivenza legate alle patologie pregresse dei disabili possano penalizzarli fortemente nel loro accesso alle cure. Ora però la Corte chiede al parlamento di proteggere tali pazienti.

In Germania la popolazione vaccinata nelle ultime settimane è aumentata (il 73,9% ha almeno una prima dose di vaccino). Il numero di nuovi contagi intanto continua a diminuire. Le nuove infezioni accertate nelle ultime 24 ore, rende noto il Robert Koch Institut, sono state 40.043, contro le 45.659 di una settimana fa. In calo anche l’incidenza per 100mila abitanti, oggi a 205,5 contro i 215,6 casi su sette giorni di ieri. Una settimana fa il dato era 289,0 e il mese scorso 442,9. Diminuiscono anche i decessi: 414 nelle ultime 24 ore contro i 510 di una settimana fa. I malati guariti, da inizio pandemia, sono 6.277.400, i contagi accertati 7.066.412.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli