La giornalista russa che protestò in tv: "Io odiata anche da Kiev"

La giornalista russa che protestò in tv:
La giornalista russa che protestò in tv: "Io odiata anche da Kiev". REUTERS TV via REUTERS

Ve la ricordate la giornalista russa che protestò in tv interrompendo il telegiornale che stava andando in onda su Channel 1, la più importante emittente televisiva russa e mostrando un cartello che diceva"No alla guerra. Non credete alla propaganda. Qui vi stanno mentendo"? Il suo nome era Marina Ovsyannikova. Per il suo blitz televisivo è stata condannata a pagare un multa e poi rilasciata. Dopodiché, è stata assunta dal giornale tedesco Die Welt per scrivere proprio di Ucraina e Russia.

Intervistata dal Telegraph, ha fatto sapere che "rifarebbe tutto" quello che ha fatto pur essendo consapevole che, con tutta probabilità, a salvarla dal carcere è stata l’enorme risonanza mediatica del suo gesto: "Più ti esponi e sei schietto sulle tue posizioni sociali - ha commentato - più saranno spaventate le autorità. Se mi avessero incarcerata, ci sarebbero state delle proteste".

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Ma più ti esponi, anche, più rischi di essere vittima di odio. Alla testata testata inglese la giornalista ha infatti spiegato che adesso i suoi detrattori in Russia "stanno facendo del loro meglio perché la gente si dimentichi di me" e stanno "mettendo in giro teorie cospirazioniste per far nascere il dubbio sulla genuinità della mia protesta civica".

Ma detrattori ce ne sono anche in Ucraina, dove alcuni descrivono Ovsyannikova come una "statista della propaganda russa che ha alimentato la guerra per anni".

Allo stesso modo, anche figli, avuti dal marito che adesso ne chiede la custodia esclusiva, hanno accusato Ovsyannikova di aver "distrutto" la loro vita familiare, ha raccontato lei stessa.

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