La giornata da superstar di Erdogan a Central Park

Murat Kula / Anadolu Agency via AFP

AGI - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è concesso una passeggiata a Central Park, nel centro di New York, dove si trova in attesa dell'Assemblea Generale Onu e dove ha concesso foto e selfie a passanti incuriositi, ha stretto la mano a chi lo fermava e incassato diversi ringraziamenti per la mediazione nella guerra in Ucraina e, da ucraini, per aver fornito di droni l'esercito di Kiev. Eppure le cose per il presidente turco negli Usa non sono sempre andate così.

Alla fine del 2017 una visita a Washington del presidente turco terminò in una rissa che ebbe anche un seguito giudiziario. I nomi di ben 12 uomini della scorta del leader turco finirono in un ordine d'arresto, con tanto di richiesta di estradizione, firmata dal giudice incaricato di indagare su uno scontro che portò 9 persone in ospedale.

Türkiye's President Recep Tayyip Erdogan took a stroll in Central Park in New York City, US, where he came to attend the 77th United Nations General Assembly pic.twitter.com/Kfo8FqC9ms

— TRT World (@trtworld) September 18, 2022

La furia della scorta del presidente turco scattò in seguito a una contestazione rivolta ad Erdogan con bandiere dei separatisti curdi Ypg, che Ankara considera un'organizzazione terroristica e si placò solo con l'intervento della polizia americana. Erdogan defini' "inaccettabile" l'ordine di arresto e per ricomporre la frattura si misero in moto le diplomazie dei due Paesi. La passeggiata ha avuto invece luogo in un clima completamente differente. Innanzitutto il parco non è stato nè chiuso nè militarizzato nonostante le imponenti misure di sicurezza prese per il vertice.

Erdogan ha passeggiato a fianco a gente che si godeva gli ultimi giorni d'estate, faceva jogging, girava con il cane al guinzaglio o con i bambini. Gente comune che lo ha riconosciuto, con grande sorpresa, trovandoselo di fronte all'improvviso. Niente insulti, contestazioni, ma richieste di foto, strette di mano e brevi chiacchierate cui il presidente turco non si è sottratto, con l'aiuto di un traduttore.

Tra le immagini che sono circolate quella di Erdogan seduto a una panchina come un pensionato che viene raggiunto da un cittadino americano di origine ucraina che gli si siede a fianco per ringraziarlo "per quanto ha fatto in Ucraina", "per l'accordo sul grano", ma sopratutto "per aver inviato i droni" che tante perdite hanno inflitto e continuano a infliggere ai russi.

Erdoğan'dan Central Park'ta ABD'liye uyarı: Sigara içmesin

— Halk TV (@halktvcomtr) September 18, 2022

Stessa panchina, passano pochi minuti e una coppia di americani gli si avvicina rigraziandolo per gli sforzi per la pace e per aver reso "la Nato più forte". Considerando i precedenti fuori dal proprio Paese non era scontato. Stessa panchina che viene condivisa con cittadini americani, afroamericani, giapponesi, indiani, coppie con il passeggino. Sorrisi, ringraziamenti, con tutti scattano brevi chiacchierate, anche solo per raccontare una vacanza di qualche anno fa in Cappadocia.

Sorprendente e inaspettato, tutti tornano a casa con una foto con Erdogan. Durante la passeggiata, il presidente turco viene raggiunto da un immigrato del Burkina Faso che scatta selfie e lo definisce "il miglior presidente del mondo", esagerato, ma sintomatico del peso che la Turchia ha assunto in Africa.

Turkish President Erdogan takes a stroll, interacts with people in Central Park, New York City as he is in the US to attend the 77th UN General Assembly session pic.twitter.com/yJmSjBGBSa

— ANADOLU AGENCY (@anadoluagency) September 18, 2022

Riprende la camminata e una signora rimane sorpresa nel trovarsi Erdogan difronte, gli stringe la mano e gli chiede la foto, si presenta, è un rabbino di Queens "leader della comunità ebraica". Anche questa una reazione non scontata, considerati rapporti sempre turbolenti con Israele, ma abbastanza naturale alla luce del fatto che gli ebrei in Turchia non soffrono di alcuna discriminazione.

Erdogan stringe mani, accarezza bambini e scatta foto con cittadini americani e turisti. Colombiani, albanesi, canadesi, cinesi, portoricani, messicani e anche una coppia di italiani in vacanza. Divertente la scena con una coppia di anziani afroamericani che lo ferma sorpresa, Erdogan vede la sigaretta in mano al marito e dice: "Smetti di fumare però".

Un grande classico del leader turco, che in passato ha portato avanti una campagna anti fumo con cui si è messo contro buona parte del Paese e ha cambiato la malsana abitudine di fumare praticamente dappertutto, senza però riuscire a vietare il fumo in tutti i luoghi chiusi. Erdogan si ferma a pranzo e, come una celebrità, viene raggiunto al tavolo da quelli che se si trattasse di un calciatore chiameremmo tifosi e invece sono per la gran parte cittadini americani. Inatteso, non scontato, considerati anche i rapporti mai idilliaci con Joe Biden.

Ormai la voce della presenza del presidente turco si è diffusa e la gente lo aspetta fuori dal ristorante per una foto una stretta di mano, aspettando in fila Una giornata da star per uno dei leader più controversi e importanti allo stesso tempo, una giornata che forse Erdogan stesso non si aspettava sarebbe andata così.

Cyclist Michael from Burkina Faso, approaching the table where President Erdoğan is sitting in Central Park, made a video shoot

“The best president in the world”#GüçlüTürkiye #pazar #LGBTdayatması Central Park'tapic.twitter.com/7Difq2FuAh

— Fâtih Sultan Mehmed Han (@tevhidasri_2001) September 18, 2022

Erdogan ha sicuramente incrementato la propria popolarità a livello internazionale negli ultimi mesi, insistendo testardamente per intavolare un negoziato che portasse la pace tra Russia e Ucraina mentre sembravano soffiare solo venti di guerra.

Allo stesso tempo ha reso la Turchia un Paese centrale sul piano internazionale, presente in Africa dove ha svolto un importante, seppur non disinteressato, ruolo a livello umanitario. Tuttavia la stretta su diritti civili e libertà nella Turchia di Erdogan hanno creato un sentimento di inimicizia nei confronti del presidente turco e dell'intero Paese. L'immagine di questa avversione sono le contestazioni del 2017 a Washington e le proteste che accompagnano spesso le visite di Erdogan in Europa, Italia inclusa.

Scenari opposti rispetto a quello di ieri, quando un Erdogan acclamato e sorridente si è prestato alle richieste di curiosi tralasciando il proprio status. Un atteggiamento di umiltà che è sempre piaciuto e ha sempre fatto presa sulle fasce più basse della popolazione in Turchia, specie nelle periferie del Paese cui Erdogan ha dedicato grande attenzione.

Gli sforzi per la pace, il risultato ottenuto con il corridoio del grano, hanno fatto guadagnare a Erdogan un grande riconoscimento sul piano internazionale anche tra la gente comune, come visto ieri. Tuttavia serve equilibrio e la centralità assunta dalla Turchia non puo' e non deve far dimenticare i problemi interni al Paese che Erdogan stesso ha contribuito a creare.