La grana scuola nelle mani di Draghi

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Ansa (Photo: Ansa)
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A quattro giorni dalla riapertura della scuola dopo le vacanze non è ancora chiaro come si procederà, per evitare passi falsi, come è già successo lo scorso anno (ma i vaccini non c’erano). Presidi e insegnanti vogliono ripartire in presenza, ma non tutto sembra proprio in ordine, a partire dal numero dei postivi sotto i vent’anni che resta abbastanza alto. Il ministro, come sempre, tradisce ottimismo e considera fuori luogo qualsiasi discussione altra. Il 7 o il 10 si torna in presenza. I governatori delle Regioni sono realisti e nello stesso tempo sono consapevoli che non si possano assolutamente fare passi indietro e, cioè, tornare in Dad. Da loro è arrivata una proposta per risolvere il problema pare ben accolta da Speranza e Bianchi: con un caso in classe niente quarantena, con due in didattica a distanza solo i non vaccinati.

Un anno fa, senza vaccini, i governatori erano i più perplessi sulle riaperture. Un realismo inverso oggi li porta a cercare soluzioni per non tornare indietro. Il governo non marcerebbe unito. I sottosegretari di Bianchi, Floridia (M5s) e Sasso (Lega) hanno trovato indigesta la proposta dei governatori, per non dire discriminatoria, in questo raggiunti tempestivamente da Fratelli d’Italia. M5s e Lega hanno ritrovato una vecchia unità di intenti nell’ultimo Cdm, quando hanno frenato Draghi sull’adozione del Super Green Pass per tutte le attività lavorative. E sulla scuola non spingono sulla necessità di vaccinare i ragazzi prima di subito quanto invece sull’urgenza di “innalzare i livelli di sicurezza delle nostre scuole con dispositivi di aerazione e ventilazione, mascherine Ffp2 e un rafforzamento dei sistemi di tracciamento”(Sasso), od anche “si continui ad investire risorse per la sicurezza, anzi si aumentino le risorse per la scuola, e si migliori il protocollo affinché sia più efficace. Ma le scuole devono restare aperte!”, Floridia. Entrambi propongono misure lontane dal dare risposte a problemi contingenti (va anche detto che il ministro Bianchi non sembra molto lesto, nemmeno sulla certezza che alla riapertura ci siano mascherine Fffp2 per tutti, come chiesto dai presidi. E i tamponi preventivi? Boh).

Floridia e Sasso difendono il diritto all’Istruzione di tutti, anche dei non vaccinati. Ma il rischio è quello di non garantirlo adeguatamente a nessuno. Omicron viaggia velocemente come stanno dimostrando i dati di queste ore senza differenze di età. Il problema c’è e non basta aprire le finestre (perché solo questo operativamente si può fare) per risolverlo. Insomma, la strada maestra per i virologi è la vaccinazione, ma i dati aggiornati ci dicono che nemmeno il 9% della popolazione tra 5 e 11 anni ha avuto la prima somministrazione del vaccino (la campagna è iniziata da più di due settimane). Inutile scomodare massimi sistemi e soluzioni strutturali per l’immediato: il tracciamento è saltato, le Asl non sono adeguatamente strutturate per avere chiaro il polso della situazione, pur avendo, al contrario, la disponibilità delle scuole. Decisivo sapere se arriveranno mascherine Ffp2 gratis per tutti subito (ricordando che gli istituti hanno ammassate negli scantinati migliaia di mascherine arrivate nella prima fase, inservibili). “Non escludo che, almeno i più grandi, possano tornare alla scuola in Dad per un breve periodo”, ha detto qualche giorno fa Fabrizio Pregliasco. “La ripresa delle attività didattiche non deve riprodurre modelli che già si sono rivelati ingestibili. Ricordo con molta preoccupazione l’esperienza delle lezioni organizzate in parte in presenza e in parte a distanza. Un modello organizzativo che non ha mai garantito la qualità della proposta formativa. Chi segue in classe ha bisogno di tutta l’attenzione dell’insegnante. Chi invece è in Ddi ha tempi diversi e necessita di proposte più essenziali. Non si possono bloccare i bambini o gli studenti in quarantena per 5 ore davanti al Pc”, dice la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi. Che aggiunge:

“Prima di assumere qualunque decisione, si discuta con chi lavora nelle scuole e con chi conosce le modalità organizzative. Abbiamo firmato un contratto integrativo sulla Ddi proprio per garantire la gestione ottimale dei tempi e della condivisione delle scelte - continua -. È sicuramente difficile individuare una soluzione generalizzabile, ma nessuno si sottrarrà. Se c’è un aspetto discriminante che farà più male agli alunni e alle famiglie è l’essere considerati diversi in un percorso formativo che rischia l’iniquità. I vaccinati responsabili non si sentiranno gratificati, gli altri non saranno comunque felici per l’isolamento.
Occorre poi considerare che i dirigenti scolastici, per motivi di privacy, non hanno la possibilità di conoscere lo status vaccinale degli alunni”.

Il 5 gennaio Mario Draghi riunirà di nuovo il governo per il nodo del Super Green pass per tutto il mondo del lavoro. Non è escluso che arrivi qualche parola più chiara anche sulla scuola. “Se vogliamo una scuola sicura ed evitare la Dad, non c’è alternativa al green pass per gli studenti. Come sindaci lo diciamo da settimane. Vaccino o tampone periodico gratuito per la minoranza non vaccinata. Governo ascolti i sindaci”, scrive su twitter Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, presidente di Ali autonomie e coordinatore dei sindaci del Pd.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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