La grande bellezza di Palazzo Madama, a Torino, rinasce grazie a Fondazione Crt

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Palazzo Madama a Torino ospita il Museo Civico d’Arte Antica, fondato nel 1863; è tra i più antichi e affascinanti edifici della città, con testimonianze architettoniche e di storia dall’età romana al Barocco di Filippo Juvarra. Ora per far rinascere la 'grande bellezza' del Palazzo e metterlo insicurezza per i prossimi decenni occorrono tradizione e innovazione.

Prende il via così il grande progetto di restauro e consolidamento dell’avancorpo centrale della facciata juvarriana, capolavoro architettonico del Settecento europeo: una spettacolare, complessa e delicata operazione chirurgica, capace di mixare antiche tecniche artigianali e metodologie all’avanguardia, recuperando i marmi originali accanto all’impiego di materiali contemporanei, come fibre di carbonio, resina e acciaio inox nelle parti nascoste dell’edificio.

L’intervento, promosso dalla Fondazione Torino Musei, impegnata da sempre nella tutela, conservazione e valorizzazione dei beni museali, e sarà interamente finanziato con 2,4 milioni di euro da Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, storico e principale sostenitore privato di Palazzo Madama (con 16,6 milioni stanziati complessivamente).

Il progetto di restauro e consolidamento strutturale – approvato dal Mibact e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino è firmato dall’architetto Gianfranco Gritella: è il risultato della prima indagine a 360 gradi delle problematiche della facciata, anche attraverso l’ispezione di 'camere nascoste' nel cornicione.

Un'iniziativa che prende le mosse dagli esiti del cantiere-studio, finanziato da Fondazione Crt nel 2018 e realizzato dalla Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, per valutare lo stato di conservazione della facciata, progettata tra il 1718 e il 1722 dall’architetto Filippo Juvarra. Col coinvolgimento del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino, sono state condotte indagini scientifiche sui materiali e sulle alterazioni intervenute nel tempo. Le caratteristiche costruttive di Palazzo Madama e il marmo di Foresto utilizzato -di semplice lavorazione, ma affetto da 'un male antico' legato alla propria friabilità- hanno innescato problemi di conservazione e cedimenti strutturali, tanto che i primi tentativi per risolverli risalgono a fine XVIII secolo.

Le opere per riportare la facciata al suo antico splendore prevedono il restauro dell'apparato architettonico e decorativo; il consolidamento strutturale dei soffitti e degli architravi lapidei dei tre intercolumni del pronao centrale; il sollevamento, il trasporto e il restauro delle quattro monumentali statue allegoriche di coronamento del pronao, che saranno musealizzate e sostituite da copie identiche sulla sommità dell’edificio; il restauro, la revisione e il consolidamento strutturale dei serramenti lignei; la revisione e l’adeguamento dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche della copertura e, infine, il recupero dei sotterranei circostanti il Palazzo.

Entro la primavera, la Fondazione Torino Musei pubblicherà il bando di gara per l’affidamento dei lavori sull’avancorpo centrale, che inizieranno prima dell’estate e dureranno circa un anno e mezzo, per concludersi a fine 2022.

"Il restauro di Palazzo Madama è il primo dono che la Fondazione Crt fa alla città e alla regione nel proprio trentennale, rafforzando la lunga tradizione di solidarietà verso il patrimonio storico-artistico, a partire dalle Residenze Sabaude -sostiene il presidente di Fondazione Crt, Giovanni Quaglia- Ci prendiamo cura di un bene di rilevanza nazionale che appartiene a tutti, con l’impegno di collaborare con le istituzioni per un nuovo Rinascimento culturale, continuando a far risplendere nel tempo la 'grande bellezza’' diffusa sul territorio che rafforza il senso di comunità".

"Il grande cantiere di Palazzo Madama attiverà un doppio circolo virtuoso per la ripresa -sottolinea il segretario generale dell'Istituto Massimo Lapucci- sosterrà l’attività e l’occupazione nelle imprese del Nord Ovest coinvolte nei lavori, e consentirà a Fondazione Crt di mettere a disposizione del recupero del patrimonio artistico ulteriori risorse per 1,5 milioni di euro grazie all’Art bonus È un investimento strategico in ottica 'recovery plan culturale' con l’obiettivo di tutelare e valorizzare l’arte nel presente e di trasmetterla in eredità alle prossime generazioni".

Il presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario spiega: "Non credo esista a Torino un altro monumento le cui pietre racchiudano 2000 anni di storia, al pari di Palazzo Madama. Dall’insediamento romano agli Acaia, i Duchi di Savoia, le Madame Reali, sino al Senato del Regno di Italia, una carrellata ineguagliabile di gestione del potere civico e statale. A 300 anni dalla trasformazione da fortezza a capolavoro dell’arte barocca, è necessario un lavoro di restauro, consentito dal senso civico e dalla sensibilità storica e artistica della Fondazione Crt, a cui va la riconoscenza nostra e della Città. Si preannuncia anche un intervento del ministero per i Beni e le Attività culturali che, se dovesse realizzarsi, completerebbe il piano dei lavori. La nostra gratitudine va alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Citta Metropolitana di Torino, per i consigli, la guida e il sostegno offerti in questa fase introduttiva".

"Il progetto è frutto di un percorso costruito su di uno studio maturato nella conoscenza e nel rispetto della eccezionalità della facciata juvarriana. L'avvio di un cantiere tanto complesso dà speranza in questo momento e offre conferma dell' attenzione che le istituzioni cittadine sanno riservare al patrimonio monumentale", commenta Luisa Papotti, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino.

"Ottima custode -prosegue poi- la Fondazione Torino Musei ha coinvolto le migliori competenze per individuare una soluzione progettuale risolutiva; la Fondazione Crt, la cui liberalità consente la prima e più impegnativa fase dell'intervento, si rivela capace di sostenere e promuovere iniziative essenziali alla messa a valore delle residenze reali. L'auspicio è che, a questa fase, anche grazie all'impegno del Ministero, ne seguano altre, fino a restituire a Palazzo Madama piena funzionalità ed un ruolo centrale all'interno del distretto dei musei torinesi".