La grande eruzione. A La Palma il vulcano non accenna a diminuire l'attività

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Non accenna a diminuire anzi aumenta ancora l'attività del vulcano Cumbre Vieja, che sta devastando l'isola di La Palma alle Canarie. Il cratere principale continua a eruttare. L’Istituto geologico e minerario spagnolo ha diffuso la registrazione di un drone nell'area in cui la colata lavica ha raggiunto il mare. La lingua di terra che si è formata quando il magma è arrivato nell’acqua ha modificando l’aspetto dell’isola.

Scosse sismiche, 16.000 tonnellate di anidride solforosa rilasciate nell'atmosfera, novecento gli edifici distrutti e migliaia gli sfollati. Il governo di Pedro Sánchez ha annunciato un secondo pacchetto di aiuti da 200 milioni di euro. Le autorità incoraggiano i cittadini a raccogliere la cenere e a depositarla in contenitori speciali perché possa essere riutilizzata per il verde pubblico e privato, per sgrassare gli attrezzi, nell'edilizia.

A preoccupare gli scienziati è lo sbocco della lava nell’Oceano Atlantico: l'incontro tra la materia fusa a più di mille gradi Celsius e l'acqua produce esalazioni ed è verosimile la formazione di nubi e gas nocivi.

Rimasto dormiente per gli ultimi 50 anni, il Cumbre Vieja ha ripreso a vomitare lava dallo scorso 20 settembre. Il vulcano sta saturando l'aria di cenere, costringendo a un monitoraggio costante, anche se - stando a quanto dichiarato dalle autorità iberiche - al momento non sarebbero stati rilevati valori dannosi per la salute.

Intanto si contano i danni. Le autorità parlano di un disastro di proporzioni devastanti, circa 400 milioni di euro. Sono stati bruciati 154 ettari di terreno, senza contare ora il danno ecologico e marino.

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