La ​grande fuga verso la Sicilia, via dalle zone a rischio del nord

Giuseppe Marinaro

Nel mondo alla rovescia che sta disegnando il coronavirus, si fugge dal ricco nord in direzione ostinata e contraria verso il sud e la Sicilia che per anni hanno sparso i loro figli oltre un'immaginaria Linea Gotica. Nessuna opera difensiva è riuscita a bloccare nei fatti questo esodo all'incontrario. ​Le ultime ore hanno fatto registrare un boom di iscrizioni al portale della Regione siciliana per segnalare la propria provenienza dalle zone a rischio contagio del Nord Italia.

Si è passati da 1.500 a 11 mila registrazioni, effetto delle due ordinanze del governatore Nello Musumeci che hanno trasformato la facoltà in obbligo, per contenere il diffondersi del coronavirus nell'Isola. In base ai provvedimenti è obbligatoria la quarantena per chi nelle ultime due settimane è stato nelle zone rosse.  

In particolare, i territori di provenienza coinvolti sono quelli inseriti nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri: tutta la regione Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell'Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, oltre alle zone a rischio epidemiologico, così come identificate dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Tutti coloro che siano anche semplicemente transitati in tali aree devono comunicarlo al proprio Comune, al dipartimento di Prevenzione dell'Azienda sanitaria competente per territorio o al proprio medico. E hanno l'obbligo, altresì, di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 14 giorni dall'arrivo; divieto di contatti sociali, di spostamento e di viaggi; rimanere raggiungibili per ogni eventuale attività di sorveglianza.

La registrazione va effettuata sul portale www.siciliacoronavirus.it. ​"Registratevi e fate registrare gli altri - aveva scritto il presidente della Regione sulla propria pagina Facebook - se conoscete qualcuno. Può essere un modo importante per arginare i contagi, oltre che un gesto di buon senso e responsabilità verso tutti! Oltre che chiederti cosa può fare la Regione per te, vediamo quello che ognuno di noi può fare per gli altri. Più si registrano le persone che si muovono o si sono mosse a febbraio, più possiamo arginare i contagi!".