La guerra del Golfo: la data, le cause e il riassunto del conflitto

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Al termine del lungo e travagliante scontro bellico tra Iran e Iraq che aveva profondamente segnato il Medio Oriente per tutti gli anni ’80 del Novecento, la Guerra del Golfo scoppiò agli inizi degli anni ’90 e fu un conflitto dalla durata complessiva di sette mesi: iniziò il 2 agosto 1990 e si concluse nel marzo 1991.

Guerra del Golfo: le cause

Dopo la guerra tra Iran e Iraq, che durò dal 1980 al 1988, nonostante l’ingente perdita subita da entrambe le fazioni che comprendeva complessivamente circa un milione e mezzo di morti, l’Iraq riuscì ad allargare le proprie legioni, passando da un totale di circa duecentocinquantamila soldati a più di un milione, grazie agli aiuti e al sostegno costante da parte di numerose regioni arabe e dall’Unione Sovietica. Per questo, dopo soli due anni dalla conclusione di una guerra così sanguinosa, l’Iraq era nuovamente pronto ad intraprendere una nuova azione bellica in Arabia Saudita, questa volta contro lo stato del Kuwait.

Per l’Iraq, lo stato del Kuwait era parte integrante del territorio iraqueno e la presenza, proprio in quel punto, di numerosissimi pozzi petroliferi, contribuì notevolmente ad incrementare queste rivendicazioni. Per crearsi un pretesto valido e poter procedere all’invasione dello stato, l’iraq avanzò delle richieste molto specifiche al Kuwait: lo accusava infatti di aver estratto più petrolio di quanto stabilito dall’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, e di aver quindi causato un drastico crollo del prezzo del petrolio che in quegli anni si aggirava attorno ai diciotto dollari.

Avanzando accuse di questo tipo, si riteneva lo stato del Kuwait responsabile della perdita finanziaria subita dall’Iraq negli ultimi anni: per questo l’Iraq richiese un ingente risarcimento danni che il Kuwait, come prevedibile, rifiutò di concedere. A seguito della Guerra del Golfo il prezzo del petrolio raggiunse i ventisei dollari. Così comincia una delle più sanguinose guerre del secondo dopoguerra.

Guerra del Golfo: il riassunto della storia

Per questi motivi, nell’agosto 1990, l’Iraq con a capo il dittatore Saddam Hussein invase il Kuwait, dando inizio ad una guerra di carattere economico ed espansionistico: un altro obbiettivo dell’Iraq era quello di ottenere un maggiore controllo del Golfo Persico, da qui il nome Guerra del Golfo.

L’invasione dello stato dell’Arabia Saudita scatenò una serie di reazioni da parte delle altre potenze mondiali, si formarono infatti due grandi coalizioni antirachene: quella dei Paesi Occidentali, che vide allearsi Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Canada e quella della maggior parte dei Paesi Orientali dell’Arabia Saudita. Anche l’Unione Sovietica, che negli anni era stata importante sostenitrice dell’Iraq, intimò Saddam Hussein a ritirare le truppe e fermare l’avanzata in Arabia Saudita, senza tuttavia ottenere i risultati sperati. L’Organizzazione delle Nazioni Unite, ONU, firmò un embargo contro l’Iraq, che vietava categoricamente l’acquisto di prodotti petroliferi da parte delle altre potenze mondiali.

Tuttavia, nessuna azione diplomatica sembrava riuscire a porre fine all’avanzata, per questo, nel gennaio 1991 inizia l’operazione “Tempesta del deserto” da parte degli Stati Uniti: essa è composta da due fasi pricipali, la prima aerea, che prevedeva il lancio di missili verso i territori iracheni, e la seconda fase, via terra, che finalmente riuscì a liberare il Kuwait dall’occupazione, dopo innumerevoli vittime e incendi disastrosi presso i pozzi petroliferi. Saddam Hussein fu costretto a ritirare le truppe e a concedere la resa definitiva.