La guerra delle salsicce ha infiammato il G7

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AGI - La 'guerra delle salsicce' infiamma il G7: il summit, organizzato da Boris Johnson, è stato avvelenato dal braccio di ferro tra Ue e Gb sullo status dell'Irlanda del Nord. Sul banco degli imputati, per Londra, c'è il presidente francese, Emmanuel Macron, reo di aver lasciato intendere, in un incontro con il premier britannico Boris Johnson, che l'Irlanda del Nord non faccia pienamente parte del Regno Unito.

Bojo ha reagito ribadendo il suo impegno a fare "tutto quel che serve" (con l'ormai abusata espressione "whatever it takes") per proteggere l'integrità territoriale del Regno Unito.

Bruxelles è furente per il rifiuto di Londra di effettuare controlli sulle merci dirette in Irlanda del Nord che arrivano dall'Inghilterra, dalla Scozia e dal Galles. I colloqui si sono interrotti all'inizio della settimana e l'Ue minaccia ritorsioni se la Gran Bretagna estende unilateralmente il periodo di tolleranza per il commercio di carne refrigerata, appunto le salsicce, il mese prossimo.

La questione è stata sollevata di nuovo quando Johnson ha incontrato sabato Macron. Johnson ha chiesto al leader francese di immaginare una situazione in cui le salsicce di Tolosa non potessero essere vendute a Parigi, il che ha lasciato Macron "stupito", secondo una fonte dell'Eliseo. "Gli ha detto che Tolosa fa parte dello stesso territorio, il che non è il caso dell'Irlanda del Nord" perché è separata dalla Gran Bretagna dal Mare d'Irlanda. "Si tratta di situazione diverse e confrontiamo cose che non sono assolutamente comparabili".

Johnson era furioso, secondo il Sunday Times. "L'Irlanda del Nord e la Gran Bretagna fanno parte dello stesso Paese", avrebbe detto a Macron. Lo scambio spiega le parole di Johnson: "Alcuni dei nostri amici sembrano fraintendere che il Regno Unito sia un unico Paese e un unico territorio". "Penso che abbiano solo bisogno di metterselo in testa", ha detto a Sky News, minacciando di sospendere gli accordi commerciali sulla Brexit se la situazione non si risolve.

Parole "offensive", ha tuonato oggi il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, mentre lo stesso capo di Downing Street, interpellato piu' volte dai giornalisti durante la conferenza stampa finale del G7, ha preferito non commentare direttamente, limitandosi a dire che le discussioni sulla Brexit sono state solo una parte "evanescente" di un vertice segnato da "un livello fantastico di armonia" tra i partecipanti. Da parte sua, Macron ha esortato tutti a "stare molto calmi" "Non perdiamo tempo in dissidi che spesso si creano in corridoi o stanze vuote".

Proprio questo è il nodo della questione: il periodo di tolleranza di sei mesi sta per finire e Londra ha minacciato di ignorare le regole concordate. Bruxelles ha piu' volte invocato il rispetto degli impegni presi.

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