La guerra di Boris Johnson contro i ribelli conservatori

cecilia scaldaferri

Lotta contro il tempo in Gran Bretagna per l'opposizione che vuole evitare una Brexit senza accordo il 31 ottobre: di fronte alla decisione del premier Boris Johnson di sospendere i lavori parlamentari dalla settimana del 9 settembre fino al 14 ottobre, restano pochi giorni per presentare una legge per scongiurare il no-deal.

Forti anche delle affollate manifestazioni di sabato in tutto il Regno Unito, i laburisti hanno fatto sapere che intendono presentare una legge martedì, alla riapertura del Parlamento dalla pausa estiva. Colloqui sono ancora in corso ma è probabile che la legge preveda l'obbligo per il premier di chiedere un'estensione dell'Articolo 50 in caso non riesca a trovare un nuovo accordo con Bruxelles.

Il tempo a disposizione per farla passare è poco, "il premier lo sa ed è per questo che sospende il Parlamento", ha sottolineato John McDonnell, cancelliere dello scacchiere nel governo ombra. "Deputati con decenni di esperienza stanno ora cercando di vedere come, tra martedì e giovedì della prossima settimana, introdurre una misura legislativa che ci permetta di impedire un no-deal senza l'approvazione del Parlamento. Il come sarà reso pubblico martedi'".

Ma dal governo non sembrano intenzionati a mollare, anzi stanno lavorando "attivamente" - hanno riferito fonti di Downing Street - per bloccare i deputati Tory 'ribelli' pronti a schierarsi con l'opposizione. In un'intervista, BoJo non ha escluso misure drastiche contro i riottosi (secondo voci di stampa sarebbero almeno una decina), compresa l'espulsione.

Una mossa che sarebbe "incredibilmente ipocrita", ha commentato l'ex ministro delle Finanze, Philip Hammond. Da parte sua il ministro Michael Gove, intervistato dalla Bbc, non ha escluso la possibilità che l'esecutivo ignori la volontà del Parlamento, suscitando forti polemiche.

Alla domanda del giornalista Andrew Marr se "il governo britannico rispetterà una nuova legge (del Parlamento)" che rinvii una Brexit senza accordo, Gove ha risposto: "Vediamo cosa dice la legge. Aspetterò di vedere quale legge potrebbe portare avanti l'opposizione". Immediata la reazione del laburista Keith Starmer, che ha definito la dichiarazione "scioccante", sottolineando che "nessun governo è al di sopra della legge".

Da Bruxelles, intanto, il negoziatore capo dell'Ue, Michel Barnier, ha ribadito che non è possibile alcuna modifica al backstop, il meccanismo ideato per evitare che torni il confine fisico tra Irlanda e Irlanda del Nord all'indomani della Brexit. "E' il massimo di flessibilità che l'Ue può offrire a uno Stato non membro", ha affermato. Di diversa opinione Gove, che ha rivendicato "progressi" nella ricerca di una nuova intesa con Bruxelles: "Alla fine la Commissione fa quello che decidono gli Stati membri", ha sottolineato, ricordando le recenti aperture di Emmanuel Macron e Angela Merkel.