La Juve ha deciso: Mandragora sarà ricomprato e rivenduto. Fiorentina in pole, idea scambio con Chiesa

Nicola Balice

Estate 2018. Quella che ha portato Cristiano Ronaldo alla Juve. Ma anche quella che ha convinto la società bianconera a fissare la prima clausola rescissoria (post-datata): sul contratto di Emre Can, di cui poi non c'è stato bisogno. E pure quella delle prime cessioni secondo la formula dell'opzione di riacquisto. L'operazione principale in tal senso fu quella che portò Rolando Mandragora all'Udinese, per 20 milioni di euro, con “recompra” fissata a quota 26 milioni entro due stagioni. Un diritto dal sapor d'obbligo, che ora la Juve è pronta a esercitare: al di là di quelle che poi saranno le scadenze del nuovo mercato o della vecchia stagione, Mandragora tornerà a Torino per 26 milioni. Ma con ogni probabilità sarà solo di passaggio. Anche l'ex capitano dell'Under 21 azzurra infatti è pronto a trasformarsi in una preziosa pedina di scambio, con quel peso di 26 milioni che renderà fondamentale trovare un club in grado di accettarne una valutazione superiore a quella cifra. Di quanto si vedrà. E le opzioni già non mancano: piace all'Atalanta del suo mentore Gian Piero Gasperini, non dispiace alla Roma, convince in particolar modo alla Fiorentina.

LE CARTE. In casa viola poi non mancano i giocatori nel mirino di Fabio Paratici. Trattare con Rocco Commisso non sarà facile, il presidente viola ha portato dagli Stati Uniti la voglia di fare il protagonista non la comparsa, la scorsa estate se ne sono subito accorti tutti nel modo in cui ha trattenuto Federico Chiesa. Che resta l'obiettivo principale, il cui prezzo potrebbe essere in parte abbattuto dalla carta Mandragora, al di là della concorrenza. Si chiama Inter per lui e pure per Gaetano Castrovilli. Poi ci sono altri obiettivi mai realmente tramontati, vedi Dusan Vlahovic e vedi soprattutto Nikola Milenkovic, da sempre nel mirino di Paratici e perfetto per la rosa bianconera anche per quella sua capacità di adattamento in quasi tutti i ruoli della difesa. Se ne sta già parlando e se ne parlerà a lungo, con Mandragora che rappresenta una carta di scambio che soprattuto verso Firenze potrà fare la differenza.