La leader di FdI dura contro il governo in carica e la linea "fotocopia" rispetto al precedente

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Meloni ha attaccato la condotta del governo Draghi
Meloni ha attaccato la condotta del governo Draghi

Giorgia Meloni attacca Mario Draghi e lo fa andando giù durissima: “Non serve, facevano prima a tenerci Giuseppe Conte. La leader di Fratelli d’Italia, reduce dalla bufera sulla legge Zan, ha colto l’occasione in una conferenza stampa sulle nuove regole bancarie. Il summit si è tenuto presso la sede centrale di FdI e ha dato alla Meloni un’occasione irripetibile per picchiare duro sul premier in carica. Premier che a suo dire altro non ha fatto che perseverare in scivoloni che a questo punto si poteva lasciare sotto “brand” del precedente inquilino di Palazzo Chigi, Conte appunto. Meloni salva il generale commissario Figliuolo perché non commette l’errore di includere un tecnico, per di più in divisa, nei suoi strali, ma per il resto cala l’ascia senza pietà.

Giorgia Meloni attacca Mario Draghi ma salva Figliuolo

“Su alcune proposte mediamente i governi ci sono arrivati mesi dopo. Come quando chiedevamo di coinvolgere le farmacie, prima sui tamponi e poi sui vaccini. Adesso grazie a Dio è arrivato il generale Figliuolo e da persona intelligente e operativa ha dato seguito a una banale rivendicazione di Fratelli d’Italia”. Meloni non ha problemi a creare un contrappunto fra le gestione che fu di Domenico Arcuri e quella del militare, ma sa anche che il tema mainstrem del momento è il buon senso. E su quello batte. “Io credo che noi dobbiamo essere ottimisti, credo che come si affrontano le difficoltà abbia un senso, ma la gente chiede solo di vedere cose sensate. E purtroppo sono stati molti i provvedimenti non sensati che noi abbiamo visto in questo anno, che sono stati reiterati e sono stati reiterati anche in questo governo. Cosa che non ci aspettavamo: per fare le stesse cose di Giuseppe Conte ci tenevamo Conte, non c’era bisogno di scomodare Mario Draghi”.

Salvini da Orban: “La destra europea cresce”

E sulla puntata ungherese di Salvini a casa di Viktor Orban? Lì i distinguo di posizione nazionale non contano, lì il comune denominatore è la destra europea a guardia dei popolari. “Sull’incontro di Salvini a Budapest dico che si tratta di un segnale importante perché vuol dire che si allarga l’area che sta a destra del Ppe. Il gruppo dei conservatori e riformisti che ho l’onore di guidare è aperto al dialogo sui temi e a chi volesse far proprie le nostre battaglie”.

Stilettata chirurgica sulle banche

La chiosa Meloni l’ha data sulle regole bancarie, cioè esattamente sul terreno prediletto del premier che ha attaccato. “Con le nuove normative europee le banche sono autorizzate a bloccare un conto in banca che va in rosso. Questo se c’è esposizione di più di 90 giorni, superiore all’1 % dell’esposizione totale. E che superi, udite udite, i 100 euro per i privati e i 500 euro per le Pmi. Vi sembra normale in un momento come questo con le perdite subite dalle imprese durante la pandemia?”.