La Lega apre a una trattativa con Autostrade

Gabriella Cerami

"Se Autostrade per l'Italia metterà in breve tempo a disposizione risorse per gli sfollati, per i familiari delle vittime e ricostruirà il ponte Morandi senza aspettare le indagini, noi decideremo se rescindere o meno il contratto di concessione". Il sottosegretario leghista ai Trasporti Edoardo Rixi, genovese di nascita, fa la spola tra Prefettura e ospedali. E mentre si trova al centro civico di San Pier D'Arena dove gli sfollati hanno trovato riparo, parlando con l'Huffpost, apre a una trattativa con la società che si occupa delle autostrade e che il governo ha già indicato come colpevole del disastro.


Sottosegretario, Matteo Salvini ha chiesto ad Autostrade di donare 500 milioni alle famiglie coinvolte nel disastro del crollo del ponte. È un invito per raggiungere una tregua?

"Se Autostrade dimostrasse di avere un comportamento umano, anche il governo avrebbe atteggiamenti diversi, potremmo sederci attorno a un tavolo. Spero si possa ancora recuperare il rapporto ma se tengono posizioni rigide anche noi terremo posizioni rigide".


In che senso? Fino a ieri sera dicevate che qualcuno di Autostrade italiane dovrà andare in galera.

"Una cosa è l'indagine della procura, un'altra è la moral suasion di queste ore che serve a far capire che non diamo concessioni a chi non dimostra di avere una social responsibility, cioè una responsabilità nei confronti delle persone. Per adesso Autostrade ha dimostrato solo spirito di autoconservazione della specie".


Quindi se Autostrade cambia atteggiamento, cambierà anche il vostro atteggiamento nei loro riguardi?

"Se forniscono un aiuto economico ci può essere un attenuante. Mi auguro che i toni si possano a placare. Non abbiamo voglia di litigare, ma Autostrade si deve assumere la responsabilità di aver creato un danno enorme umano e anche economico. Quindi deve aiutare le famiglie e ricostruire il ponte".


Ma non è un controsenso far ricostruire il ponte ad Autostrade se il governo accusa la stessa...

Continua a leggere su HuffPost