La Lega chiede 2,1 mln di danni all'ex avvocato di Bossi

Fcz

Milano, 17 ott. (askanews) - Due milioni e 100 mila euro più un risarcimento per danni morali ancora da quantificare. E' la richiesta avanzata dalla Lega nel processo milanese che vede l'ex parlamentare Matteo Brigandì, storico legale del Carroccio e avvocato di fiducia dell'ex segretario federale Umberto Bossi, imputato per patrocinio infedele e autoriciclaggio. La conferma arriva dall'avvocato Domenico Aiello, legale della Lega che si è costituita parte civile contro Brigandì nella speranza di ottenere un risarcimento economico in caso di condanna dell'imputato: risarcimento che secondo l'avvocato Aiello ammonta 2 milioni e 100 mila euro per danni patrimoniali. Il legale di parte civile ha anche chiesto un risarcimento per danni morali che spetterà al Tribunale calcolare.

Il processo milanese è alle battute finali: oltre all'avvocato di parte civile, nell'udienza di oggi è intervenuto anche il pm Paolo Filippini che al termine della sua requisitoria ha chiesto di condannare l'imputato a 2 anni e 3 mesi di carcere. Brigandì è imputato per patrocinio infedele perchè, come li legge nel capo di imputazione, "quale avvocato della Lega", si sarebbe reso "infedele ai suoi doveri professionali" omettendo "di denunciare il proprio conflitto di interessi". Un'accusa che riguarda nello specifico il decreto ingiuntivo chiesto e ottenuto da Brigandì dal Tribunale di Pinerolo, in Piemonte, nei confronti della Lega per assicurarsi il pagamento di 1,9 milioni di euro come compenso per la sua attività professionale. Brigandì è anche accusato di autoriciclaggio perchè prima avrebbe investito quella somma "sottoscrivendo" una polizza vita e poi, in seguito a un "disinvestimento, trasferiva la somma di 1,67 milioni di euro" su un conto corrente aperto in una banca in Tunisia. La sentenza è attesa per il 31 ottobre prossimo.