La Lega dei governatori minimizza lo scontro Salvini-Draghi

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Il segretario della Lega Matteo Salvini e il governatore del Veneto Luca Zaia (Photo: Andrea Merola ANSA)
Il segretario della Lega Matteo Salvini e il governatore del Veneto Luca Zaia (Photo: Andrea Merola ANSA)

Luca Zaia minimizza. Prova a guardare il bicchiere mezzo pieno in casa Lega, dopo le elezioni amministrative, perché ”è evidente che non abbiamo navigato con il vento in poppa”, ma “nelle grandi città “la Lega alle Comunali ha sempre fatto più fatica”, mentre “usciamo dalla tornata elettorale con 69 sindaci in più”. Per cui “non c’è stata nessuna debacle”. A Milano, per esempio, dice in un’intervista al Corriere della Sera, “sicuramente potevamo fare meglio”, ma “in piena campagna elettorale il candidato di Milano ha minacciato il ritiro ponendo un aut aut. Così si è indebolito da solo”.

Il vero banco di prova, secondo il governatore del Veneto, sono le elezioni politiche: “Per quella sfida ci dobbiamo irrobustire, facendo leva su due componenti: una forte identità e la cultura di governo”. Zaia rimarca che la Lega è “un movimento di lotta ma anche di governo”. E precisa: “Noi abbiamo milioni di anime… Questa specificità è sempre stata oggetto di dibattito. Le due componenti sono fondamentali, come due gemelli siamesi. L’una non può vivere senza l’altra. Una Lega senza lotta non sarebbe più la Lega, ma anche senza governo (penso ai nostri sindaci) non avrebbe senso. La vera abilità sta nel tenere vive le due anime evitando così che il treno deragli”.

Luca Zaia minimizza così anche la portata dello scontro fra Matteo Salvini e Mario Draghi. “Siamo al governo e ci vogliamo stare nell’interesse del Paese. Io non conosco le dinamiche romane. Penso che una forza responsabile sappia discutere e confrontarsi per trovare una soluzione e perché si vada avanti senza indugi”. Come sul fisco, “siamo contrari a nuove tasse sulla casa”, ma “se è vero che non ci sarà nessuna patrimoniale la questione va chiusa in tre secondi”.

L’altro governatore forte di casa Lega è Massimiliano Fedriga, che in un’intervista alla Repubblica prova anche lui a minimizzare la portata dello scontro. “Non vedo proprio un’ipotesi di crisi all’orizzonte. Piuttosto una voglia di collaborare in modo costruttivo: è utile anche al governo”.” dice il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, il quale però chiede più rispetto per la Lega: “Noi non siamo ospiti di questo esecutivo”. La Lega, spiega, ”è un partito responsabile, chiede di essere coinvolto. Poi si può discutere, o no? Se neppure si discute, come capita in altre aree di governo, significa che non c’è neppure voglia di prendersi la responsabilità dei provvedimenti che si adottano”. Anche Mario Draghi, dice ancora Fedriga, “non vuole un braccio di ferro, ne sono certo. Sono convinto anzi che possa accogliere altri suggerimenti opportuni”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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