La lega lascia la cabina di regia durante la riunione per la riforma del fisco

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lega lascia cabina di regia
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In giornata Mario Draghi aveva convocato il Cdm per discutere in materia di riforma fiscale, ma durante la riunione i partiti non si sono trovati d’accordo in merito a diverse questioni, tanto che la Lega ha lasciato la cabina di regia.

Riforma del fisco: gli argomenti discussi

Nella riunione per la riforma fiscale con il Cdm convocata per le 15:00 di oggi – martedì 5 ottobre – sono stati diversi i temi di dibattito: dall’Irpef a un possibile ritocco dell’Iva, fino alla tanto contestata riforma del Catasto.

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Nel dettaglio, le ipotesi sul tavolo vedevano la revisione delle aliquote Irpef – con particolare attenzione al ceto medio -, l’abolizione dell’Irap e un intervento sulle aliquote Iva. Nella delega dovrebbe essere anche inserita anche l’icorporazione dell’agenzia della Riscossione all’interno dell’Agenzia delle Entrate. Vi è poi la tanto discussa riforma del catasto, con la revisione degli estimi catastali, mentre è stata rimandata la revisione della tassazione.

Riforma del fisco: la rottura tra i partiti

Proprio il nodo del catasto è stato l’argomento che più ha fatto discutere in sede di cabina di regia. Attualmente, la bozza della delega fiscale prevederebbe l’aggiornamento del sistema della mappatura catastale (in particolare su immobili non censisti, abusivi, edificabili accatastati come agricoli) e i nuovi criteri aggiuntivi per la descrizione degli immobili da utilizzare dal 1 gennaio 2026. Si noti bene che si tratta di una delega “larga”, vale a dire che lascia ampio spazio di dare indicazioni ai gruppi parlamentari.

Quanto presente in questa bozza però si scontra con l’idea più volte ribadita dal leader della lega Salvini: «Se c’è una riforma del catasto che prevede un aumento della tassa sulla prima e la seconda casa non è il modo migliore per ripartire dopo il Covid. È l’ultima delle cose da fare». Detto fatto: «Per noi la riforma del catasto in questo modo non va bene». Queste le parole di Massimo Bitonci, capogruppo Lega in commissione Bilancio Camera. Alla luce di questi fatti, la Lega ha lascia la cabina di regia voluta dal premier Draghi.

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Riforma del fisco: gli obbiettivi

Come ben noto, si tratta di un principio di riforma: quella ufficiale andrà a regime nel 2023, dopo che il Parlamento avrà approvato il disegno di legge e in seguito ai decreti legislativi varati dal Governo. Nel dettaglio, l’esecutivo avrà 18 mesi per attuare la delega fiscale emanando i vari decreti. I principali obbiettivi dichiarati della riforma sarebbero: semplificazione; riordino della parte normativa; revisione dell’Iva, del catasto e della riscossione; taglio del prelievo Irpef sul ceto medio e dell’Irap sulle imprese.

L’alleggerimento sui contributi da versare da parte di lavoratori e aziende dovrebbe essere in parte anticipato al 2022 grazie alla legge di Bilancio che il governo presenterà entro il 20 ottobre e con la quale deciderà come spendere il “surplus” di 19 miliardi stanziato in questo anno, grazie ad una crescita del PIL del 6%.

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