La Lega pensa a 'congelare' la mozione di sfiducia a Conte. Ora tutti gli scenari sono aperti

giovanni lamberti

Il premier Giuseppe Conte per ora non ha fatto sapere cosa fare dopo le comunicazioni che farà al Senato e alla Camera. Ma - secondo quanto sostengono fonti parlamentari della maggioranza - il presidente del Consiglio non sarebbe propenso a cambiare rotta. Ovvero indietro non si torna, Salvini si è comportato in modo sleale, deve essere lui a scusarsi e a rivedere la sua strategia.

Tuttavia il vicepremier Salvini lascia che sia proprio il presidente del Consiglio a fare la sua mossa. Ovvero a decidere se dimettersi o no. La prima strada - considerata la più probabile, a sentire diversi 'big' della maggioranza - porterebbe poi il 'dossier' sulla crisi sul tavolo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Al momento - sempre secondo quanto riferiscono fonti parlamentari - le trattative tra gli 'emissari' di Pd e M5s sono ancora in corso. Certo, Zingaretti chiude a 'governicchi', ma non a esecutivi di largo respiro, soprattutto se dovesse essere il Capo dello Stato a chiedere se sul tavolo può esserci una prospettiva del genere.

Fonti parlamentari dem non nascondono che ci sono diverse 'pregiudiziali', una di queste potrebbe essere quella di tenere fuori da un eventuale nuovo governo targato Pd-M5s, il capo politico dei pentastellati, Di Maio. Per ora il Movimento 5 stelle ha chiuso a un ritorno con la Lega, accusata di voler restare attaccata alle poltrone. L'ala ortodossa considera quella fase ormai conclusa e anche Casaleggio e Grillo spingerebbero per aprire una nuova stagione.

Ma il Carroccio avrebbe intenzione di 'congelare' la mozione di sfiducia. Considerato anche che non è stata calendarizzata per volere di Pd e M5s. E di non presentare alcuna risoluzione al Senato. Il Movimento 5 stelle deciderà lunedì cosa fare ma non sarebbe stato ancora deciso se presentare o meno un documento a sostegno del premier Conte.

La situazione resta dunque fluida, con tutti gli scenari aperti. Con Salvini che in questi giorni ha fatto diverse aperture a Di Maio (aperture 'tattiche' per i 'big' del Carroccio). Ma la base leghista gli chiede di andare fino in fondo sulla crisi, non vorrebbe un rilancio dell'alleanza giallo-verde, anche se la strada sarebbe quella dell'opposizione. Qualora, invece, Conte non dovesse dimettersi la Lega sarebbe poi pronta a votare il taglio del numero dei parlamentari e poi chiedere o un rimpasto o il voto anticipato.

Ma al momento vale l'assunto di Maroni. L'ex governatore della Lombardia ha detto di voler puntare sull'1-X-2. Ovvero su tutte le possibilità e anche tra gli 'ex lumbard' ormai non si esclude più niente.