La Lega torna sopra il 24%. La maggioranza giù, il gap con l'opposizione è di quasi 7 punti

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Le ultime settimane sono state particolarmente complicate per il Governo. Questa frase, in effetti, potrebbe essere stata scritta, ed essere ugualmente valida, durante buona parte dell'anno che va a concludersi, segnato da una pandemia e dalla più grande crisi economica da molti decenni a questa parte.

Ma, forse per la prima volta da molti mesi, le difficoltà dell'esecutivo si riflettono in modo piuttosto eloquente anche sulle intenzioni di voto degli italiani. Nella nostra Supermedia dei sondaggi di questa settimana, infatti, risultano evidenti 3 dati che riflettono questa difficoltà. Il primo dato è la crescita della Lega: sebbene si tratti solo dello 0,3%, era dal 22 ottobre che il partito di Salvini non faceva registrare un saldo positivo. Tornata al 24%, ora la Lega ha 3,6 punti di vantaggio sul Partito Democratico, immobile al 20,4%. I Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni sembrano essersi invece attestati poco sopra il 16%, come lo è anche il Movimento 5 Stelle al 15%. 

La crescita notevole (e qui è il secondo dato) è quella di Forza Italia, che guadagna mezzo punto in due settimane issandosi ben sopra il 7%. La crescita del partito di Berlusconi – che negli ultimi tempi si è distinto per un atteggiamento decisamente meno intransigente verso il Governo rispetto a Lega e FDI – è ormai difficile da attribuire ad un “miraggio statistico”, se si considera che in poco più di un mese il guadagno fotografato dalla nostra Supermedia è di un punto esatto.

Il terzo dato rilevante è il calo, non imponente ma nemmeno così irrilevante (-0,3%) della Sinistra, raggruppamento parlamentare (comprendente al suo interno due anime, quella di Sinistra Italiana di Fratoianni e quella di Articolo 1-MDP di Bersani) a cui fa capo il ministro della Salute Roberto Speranza.

Dopo molti mesi in cui lo stesso Speranza era apparso tra gli esponenti politici (e del Governo) con il più alto tasso di fiducia, sembra di vedere in questo calo gli effetti dello scandalo relativo al commissariamento della sanità in Calabria, dopo una “telenovela” durata qualche settimana che si è conclusa solo lo scorso 27 novembre con la nomina di Guido Longo. 

Nel complesso, questi tre dati comportano una divaricazione abbastanza netta nel distacco tra l'area di centrodestra all'opposizione (Lega-FDI-Forza Italia più l'1% del partito di Toti) e quella giallo-rossa di maggioranza (PD-M5S-IV-sinistra) che ora ammonta a quasi 7 punti percentuali. Per il Governo, quindi, le brutte notizie derivano sì dal rimbalzo della Lega (principale partito di opposizione) e dal calo a sinistra, ma anche dal ruolo di Forza Italia che, “recitando” un soggetto diverso rispetto al duo Salvini-Meloni, resta pur sempre organico al centrodestra, consentendogli di coprire uno spettro più ampio delle sensibilità dell'elettorato.

Anche dentro Forza Italia, però, c'è agitazione: l'ultimo caso è quello relativo alla ratifica della riforma del trattato sul MES: una ratifica che non ha nulla a che vedere con l'eventuale utilizzo della linea di credito per le spese sanitarie legate all'emergenza Covid (sul quale sia il Governo sia il centrodestra sono divisi) ma che appare ai più come una “cambiale” con cui restituire il favore agli alleati Lega e FDI dopo il loro voto favorevole allo scostamento di bilancio richiesto dal Governo. Il MES continua quindi ad essere – in ogni sua forma – un fattore estremamente divisivo e destabilizzante nella politica italiana.

Eppure, è utile ricordare che l'ultima volta che è stato “sondato” da un istituto (a fine settembre, da Euromedia) il 51% degli italiani si era dichiarato favorevole all'utilizzo dei fondi per la sanità, e solo il 29% contrario. Ma la politica italiana, anche in tempo di pandemia, ha già dimostrato di essere incline a dividersi anche su argomenti sui quali i cittadini hanno in realtà le idee chiare.

Un ottimo esempio è costituito dal dibattito sulla chiusura degli impianti sciistici, deciso dal Governo per ridurre il rischio di assembramenti e nuovi focolai. Nelle ultime settimane è stata fatta, soprattutto da parte di alcune Regioni, molta polemica su questa decisione: ma la verità è che gli italiani sono decisamente poco appassionati al tema: lo confermano diverse recenti rilevazioni, a cominciare da quella di SWG secondo cui solo il 22% considera opportuno riaprire gli impianti sciistici, contro un 78% che lo ritiene inopportuno; più “equilibrata” – ma comunque netta – la divisione secondo i sondaggi di Ipsos ed Euromedia: per l'istituto diretto da Nando Pagnoncelli è il 31% a chiedere che le piste da sci riaprano durante le festività, percentuale che sale al 37% nell'indagine dell'istituto di Alessandra Ghisleri, ma solo sommando tra loro varie opzioni, tra cui quelle che prevedono limitazioni “standardizzate”, uguali per tutti gli impianti su tutto il territorio italiano – o addirittura europeo – e sulle quali è orientato il consenso di oltre 3 intervistati su 10.

Sondaggio @IpsosItalia per @diMartedi

La maggioranza relativa degli italiani (43%) ha intenzione di passare il #Natale con al massimo altri 5 familiari pic.twitter.com/c83JWzt2eF

— YouTrend (@you_trend) December 2, 2020

Del resto, l'orientamento prevalente degli italiani – lo abbiamo visto anche la scorsa settimana – è decisamente prudente, in linea con l'idea di mantenere chiusure, restrizioni e limitazioni agli spostamenti: del resto, a differenza di quanto avvenuto durante la “prima ondata”, è diffusa consapevolezza di avere davanti i mesi più freddi e difficili, e non più, come in primavera, l'arrivo delle alte temperature che contribuirono a “placare” la diffusione del virus durante i mesi estivi.

Persino il Natale, la festa più importante e “sentita” dell'anno, è destinato a essere sottotono in questo 2020: lo ha nuovamente certificato Ipsos, pochi giorni fa, rilevando come ben 7 italiani su 10 passeranno un Natale “ristretto” (il 43% non vedrà più di 6 familiari) o addirittura senza vedere del tutto i membri della propria famiglia (il 27%). È quindi del tutto lecito aspettarsi che le limitazioni previste dal nuovo Dpcm non incontreranno una forte opposizione diffusa, nonostante una quota non indifferente di italiani (il 24,6% secondo Euromedia) ritenga che sia già arrivato il momento per allentare – piuttosto che estendere – le restrizioni.

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 19 novembre al 2 dicembre dagli istituti EMG, Ipsos, Ixè, Quorum, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 3 dicembre sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.