La legge sull'aborto infiamma la Polonia, proteste in piazza

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Proteste in Polonia per la nuova legge sull'aborto dopo la morte di una donna di 30 anni. Decine di migliaia di persone hanno protestato a Varsavia e in altre città della Polonia contro la restrittiva legge anti aborto, in seguito al decesso di una giovane.

Izabela, 30 anni, è morta a settembre in un ospedale della città meridionale di Pszczyna, dove era stata ricoverata in seguito ad una perdita del liquido amniotico alla 22esima settimana di gravidanza. Secondo l'avvocato di famiglia, Jolanta Budzowska, i medici hanno scelto di aspettare che il feto morisse pur di non effettuare un aborto. Ma quando il feto è morto era troppo tardi e Izabela, già madre di una bimba di nove anni, è deceduta per uno choc settico.

Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta della procura, ma molti polacchi accusano della morte della giovane la restrittiva legge contro l'aborto. L'anno scorso la Corte costituzionale ha stabilito l'incostituzionalità dell'interruzione di gravidanza in caso di difetti congeniti del feto. L'aborto è permesso solo in caso di minacce alla vita della madre, o se la gravidanza è frutto di stupro o incesto. Per chi aiuta o pratica un aborto la pena è di tre anni di carcere. La sentenza della Corte fu accolta da proteste di piazza in tutta la Polonia.

Ieri, riferisce la Bbc, il ministero della Salute ha cercato di chiarire le linee guida della legge affermando che se la vita della madre è in pericolo, i medici "non devono aver paura di prendere decisioni ovvie" relative all'interruzione della gravidanza.

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