La lettera di Elisabetta Canalis al Premier

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Elisabetta Canalis Conte allevamenti
Elisabetta Canalis Conte allevamenti

Elisabetta Canalis ha scritto una lettera aperta al Premier Conte per chiedere che il governo chiuda definitivamente gli allevamenti di animali da pelliccia e aiuti le aziende del settore a riconvertirsi per continuare a dare un futuro ai loro lavoratori. Si tratta di una campagna promossa dall’associazione animalista Peta (People for Ethical Treatment of Animals) di cui l’attrice e modella ha scelto di farsi portavoce e tramite con le istituzioni.

Canalis scrive a Conte sugli allevamenti

La richiesta non può non partire da alcune considerazioni relative alla pandemia in corso e in particolare dal fatto che già in passato molti virus che hanno causato importanti epidemie abbiano avuto un’origine zoonotica. A tal proposito i governi di diversi paesi, tra cui il nostro, hanno già provveduto a sospendere le attività degli allevamenti di visoni. Ora però gli animalisti chiedono che lo stop sia definitivo, sia per proteggere gli animali sia le persone che potrebbero entrarvi in contatto.

Finché saranno autorizzati a restare aperti, gli allevamenti di animali da pelliccia costituiranno un rischio per la salute pubblica“, si legge nella lettera. Questo perché gli esseri si trovano in gabbie una accanto all’altra e dunque possono contaminarsi a vicenda. Oltre a questo c’è però anche un tema morale.

Negli allevamenti di animali da pelliccia, i visoni sono infatti ammassati in gabbie molto piccole fatte di rete metallica che taglia le loro zampe. Non hanno accesso all’erba per farsi un giaciglio e neppure all’acqua per nuotare. Per questo molti di loro arrivano ad auto mutilarsi come conseguenza dello stress derivante da questa reclusione permanente prima di essere uccisi in modo violento: “I visoni vengono spesso abbattuti con il gas e, essendo animali semi-acquatici, hanno la capacità di trattenere a lungo il respiro e pertanto soffrono atrocemente“.

Di qui la campagna per abolire definitivamente questo tipo di allevamento, ricordando come secondo alcuni sondaggi quasi tutti gli italiani sarebbero contrari. “La pelliccia è arrivata al capolinea ed è giunto il momento che l’Italia si adegui ai tempi e vieti subito questo commercio crudele e pericoloso“, ha concluso la Canalis.