La Libia è la chance per Mosca di riavvicinarsi alla Ue

Marta Allevato

I colloqui intra-libici a Mosca, nonostante la mancata firma della tregua da parte di Khalifa Haftar, sono stati "produttivi" per la Russia: "Si è riusciti a uscire dall'impasse, ogni parte ha capito in modo concreto cosa vuole ottenere nei negoziati - e questo sarà importante per la Conferenza di Berlino - e il dossier libico è diventato il primo vero campo comune di cooperazione politica tra il Cremlino e l'Europa". Lo spiega in un commento all'AGI, Makism Suchkov, direttore dell'edizione russa della testata Al Monitor e analista dell'Ispi.

"Ho parlato con i rappresentanti russi che ieri hanno partecipato ai colloqui", ha riferito, "e ritengono che non sia stato uno sforzo inutile, soprattutto in vista dei negoziati di Berlino, perché ora anche gli europei capiranno meglio quello che succede concretamente". "Per Mosca", spiega l'analista, "sulla Libia c'è sicuramente l'interesse a recuperare i contratti persi dopo la caduta di Gheddafi e quello di sfruttare la possibilità di un riavvicinamento agli europei, soprattutto i tedeschi, con cui la cooperazione e' ferma al settore energetico sul Nord Stream 2".

"La Libia e la preparazione della Conferenza di Berlino", ha spiegato Suchkov, "rappresentano il primo vero tema per una cooperazione politica con la Ue". "La cosa che ora teme Mosca", ha concluso, "è che Haftar prima di Berlino cerchi di prendere Tripoli, facendo in questo modo saltare la Conferenza o trasformandola in un flop".