La libreria, il luogo, i significati: Jonathan Pierini in 121+

Lme

Milano, 22 set. (askanews) - Una volta è nessuna volta, diceva il proverbio tedesco caro a Milan Kundera e alla sua insostenibile leggerezza dell'essere, ma per la Libreria 121+ di Milano l'essere messa completamente sottosopra da un artista ospite non è una novità. Così per due settimane lo spazio milanese dell'editore Corraini è stato reimmaginato dal designer grafico Jonathan Pierini, che ha ragionato su un oggetto di uso comune, come una tenda in elementi di plastica, associato però all'idea modernista del modulo, elemento base per la costruzione di nuovi linguaggi. E proprio il linguaggio, con il gioco costante tra scrittura e immagine, è al centro del progetto "Che farò senza Euridice?", ispirato ovviamente al mito di Orfeo, inteso come struttura narrativa ciclica, come ciclica è la forma degli "oggetti nuovi" portati da Pierini qui in libreria.

"Noi crediamo che ogni libro sia in relazione con lo spazio in cui si trova - ha spiegato ad askanews Marina Barbieri di Corraini - quindi per sottolineare meglio questo rapporto invece di essere sempre noi a scegliere i libri, a posizionarli nello spazio, a scegliere cosa mostrare e come, ogni tanto invitiamo qualcuno a farlo".

Il progetto di Pierini si conclude il 23 settembre, la libreria torna alla propria "normalità", sempre ammesso che questa parola abbia un vero senso. Ma le tracce di Orfeo ed Euridice, così come i tentativi di ripensare luoghi, spazi e linguaggi, restano. E, inevitabilmente, aprono le porte a possibili nuovi significati. Anche partendo da un "semplice" allestimento.