Governo, Zingaretti e i 5 punti per trattare con M5S

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"Non credo alla soluzione di un governo di transizione che assume il peso della  manovra economica e porti dopo qualche mese il Paese al voto, sarebbe rischisa per i democratici e dannoso per l'Italia". Così Nicola Zingaretti alla Direzione del Pd sulla crisi di governo. "Il problema non è l'esercizio provvisorio ma la mostruosa manovra di bilancio che bisognerà fare", bisognerà "trovare 20-30 mld, non è facile, occorre una assunzione di responsabilità profonda. La legge di bilancio è il punto da cui parte ogni confronto", ha sottolineato aggiungendo: "E' un dovere dare la disponibilità a verificare se esiste la possibilità di dare vita a una nuova maggioranza parlamentare in grado di dare risposte vere e serie ai problemi del Paese".  

Per far nascere un nuovo governo, bisognerà "dare vita a una maggioranza nuova, una offerta in discontinuità con larga base parlamentare", ha detto ancora Zingaretti alla Direzione del Pd sottolineando: "La proposta deve essere lineare, chiara e trasparente per evitare l'accusa trasformismo e opprutmismo". Non serve "nessuna confusa ammucchiata". E "non possiamo dare vita a un contratto cambiando capitoli e sottoscrittori. La sfida è più alta". "Se le condizioni non si realizzassero, nessun accordicchio temporeggiatore. La strada maestra sarebbe il voto, senza paura e con tutta la passione possibile", ha affermato allora. "Non ho mai demonizzato il M5S - ha voluto precisare - ma non facciamo finta che siano sparite le differenze, dobbiamo lavorare nei contenuti e nel merito".  

Dicendosi poi pronto a governare la fase politica che si apre con la crisi di governo "nel totale disinteresse personale, nella totale trasparenza e senza secondi fini", Zingaretti aggiunge: "C'è la storia di una vita a dimostrarlo". "Non alimenterò il sospetto ma non accetterò che si alimentino sospetti sul mio operato, questo sarebbe la fine di tutto", ha sottolineato. "Serve unità, il mio non è un appello all'unanimismo ma alla maturità di una comunità politica in un tornante delicato della storia della Repubblica", ha detto infine il segretario del Pd concludendo: "Il contratto è stato un errore, lo dico non per spirito polemico ma per evitare di commettere ancora errori".  

ODG PROPOSTO DA ZINGARETTI - Ok alla "verifica di un'altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura", partendo dal presupposto che serve una netta discontinuità. "Se tali condizioni troveranno nei prossimi giorni un riscontro basato sulla necessaria discontinuità e su un'ampia base parlamentare siamo disponibili ad assumerci la responsabilità di dar vita a un governo di svolta per la legislatura". Una svolta "profonda nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori", nelle "ricette economiche e sociali", con "l'impegno e l'appartenenza leale all'Ue". E' quanto si legge nell'odg proposto da Nicola Zingaretti oggi in Direzione e approvato all'unanimità ("Sono più di 6 anni che non accadeva", si fa notare dallo staff del segretario).  

"La Direzione Nazionale del Partito Democratico: giudica la caduta del governo lo sbocco naturale e necessario del fallimento della maggioranza gialloverde responsabile di una paralisi dell'economia, di un impoverimento diffuso, un tessuto imprenditoriale ulteriormente provato e di un isolamento senza precedenti dell'Italia sulla scena europea e internazionale - si legge nel testo - Rivolge un appello alle organizzazioni territoriali affinché sviluppino il massimo della mobilitazione e della iniziativa democratica in un passaggio particolarmente delicato per il futuro del Paese". "Ripone massima fiducia nell'azione del Presidente Mattarella che ringraziamo per l'opera incessante di tutela delle istituzioni e delle procedure democratiche. Ritiene che in assenza di una chiara e solida maggioranza espressione del Parlamento attuale lo sbocco naturale della crisi siano nuove elezioni".  

"Nel pieno rispetto delle sue prerogative la delegazione del Pd -si legge ancora nell'odg dem- indica al capo dello Stato i presupposti sui quali intende concentrare la propria iniziativa per l'avvio di una fase politica nuova e la verifica di un'altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura". Questo l'elenco dei punti: "L'impegno e l'appartenenza leale all'UE per una Europa profondamente rinnovata, un'Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione. Il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento". Ed ancora: "L'investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo. Una svolta profonda nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei. Una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all'equità sociale, territoriale, generazionale e di genere. In tale logica affrontare le priorità sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia". Ed infine: "Evitare l'inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessità di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell'Iva".  

"Se tali condizioni - si legge poi nell'odg del Pd- troveranno nei prossimi giorni un riscontro basato sulla necessaria discontinuità e su un'ampia base parlamentare siamo disponibili ad assumerci la responsabilità di dar vita a un governo di svolta per la legislatura". "In caso contrario il Partito Democratico coinvolgerà le forze politiche disponibili a costruire un progetto di alternativa e rigenerazione dell'economia e della società italiana. Ci rivolgeremo alle energie più consapevoli della società, i giovani, le donne, movimenti, associazioni, la rete diffusa del civismo, dei sindaci e degli amministratori. In un passaggio così delicato l'unità e compattezza del Partito Democratico, pure nella ricchezza del suo pluralismo, è una garanzia di tenuta per l'intero sistema politico e istituzionale". "La democrazia e i suoi canali di partecipazione sono un patrimonio prezioso che oggi tutte e tutti noi dobbiamo preservare in uno spirito di unità del più largo campo progressista".