La Lombardia vuole istituire Zone logistiche semplificate

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Milano, 5 lug. (askanews) - La Giunta regionale della Lombardia, in base a una delibera presentata oggi dal presidente Attilio Fontana, chiede al Consiglio regionale di approvare una proposta di legge da inviare al Parlamento mirata a superare gli attuali limiti previsti dalla normativa statale al fine di consentire così l'istituzione di Zls, oltre che nelle aree portuali, anche nelle aree confinanti con Paesi extra-Ue, nelle aree interne (con particolare riguardo alle aree montane), nelle aree in cui è presente un'infrastruttura aeroportuale e nelle aree destinate alla ricerca, all'innovazione tecnologica e alla digitalizzazione. Le nuove Zls dal punto di vista procedurale, dovranno essere istituite con Dpcm, sulla base di una proposta presentata dalla Regione corredata da uno specifico piano di sviluppo

"Un'iniziativa forte - ha commentato in una nota il presidente Fontana - per sostenere il rilancio dell'attrattività dei suoi territori. Le nuove Zone Logistiche Semplificate potranno così beneficiare di importanti misure di semplificazione amministrativa e burocratica e di incentivi fiscali, in analogia a quanto già previsto a favore delle Zone Economiche Speciali (Zes) nelle regioni del Mezzogiorno, finalizzate ad attrarre investimenti, favorire lo sviluppo produttivo e l'occupazione in un'ottica di sostenibilità".

Secondo la proposta della Giunta regionale, l'istituzione di Zls consentirà, ad esempio, di applicare in tali zone: la riduzione di un terzo dei termini procedimentali, ad esempio in materia di VIA e VAS, e la riduzione a metà dei termini previsti per la conferenza dei servizi decisoria; la possibilità, per le imprese che effettuano investimenti all'interno della Zls, di utilizzare il credito d'imposta per l'acquisto di nuovi beni strumentali (sempre nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato); la possibilità, valida solo per le Zls comprendenti un aeroporto, di istituire zone franche doganali che consentano di operare, per le merci importate e da esportare, in regime di sospensione dell'Iva; la facoltà di individuare, con protocolli e convenzioni tra la regione proponente e le amministrazioni statali e locali interessate, ulteriori procedure semplificate e regimi procedimentali speciali.

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