La Luna 50 anni dopo: i cosmogrammi e il collezionismo spaziale

La Luna 50 anni dopo: i cosmogrammi e il collezionismo spaziale

Torino, 19 lug. (askanews) – Tra i modi per celebrare il 50esimo anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna c’è anche quello di raccontare il collezionismo spaziale, nato intorno ai cimeli di quell’epoca pionieristica nella quale, per alcuni momenti, tutto era parso possibile. Per questo siamo andati a Torino, in casa Bolaffi, dove il presidente Lorenzo Dellavalle ci ha raccontato di come, da storici esperti di francobolli, siano riusciti prima a scoprire l’esistenza e poi a entrare in possesso dei leggendari “cosmogrammi”, termine tra l’altro coniato proprio in Bolaffi.

“Fu soltanto negli anni successivi allo sbarco sulla Luna – ci ha spiegato il presidente – che, via via, acquisimmo la certezza che esistevano, per ciascuno dei voli Apollo, dall’11 in avanti, dei documenti postali trasportati. Fummo poi certi che i tre astronauti dell’Apollo 11 trasportarono complessivamente con sé 214 lettere, cioè 214 cosmogrammi”.

Da quel momento per Bolaffi è cominciata la rincorsa a quelle “prove postali” del tragitto tra la Terra e il nostro satellite, molte delle quali sono tuttora conservate nell’archivio storico dell’azienda. “E’ ancora, malgrado l’attività filatelica che ho svolto in questi anni, sempre emozionante poter avere tra le proprie mani uno di questi rarissimi documenti storici per tutta l’umanità”, ha ammesso Dellavalle.

I cosmogrammi, comunque, non sono gli unici memorabilia dell’era spaziale che la Bolaffi ha acquisito e messo poi sul mercato negli anni, e il collezionismo di questo tipo di oggetti è tuttora significativo.

“All’inizio degli anni Settanta – ci ha spiegato Filippo Bolaffi, amministratore delegato del Gruppo Bolaffi – nessuno considerava gli oggetti volati nello Spazio come cimeli da collezione veri e propri e si potevano acquistare con relativamente pochi dollari. Poi, negli anni, è esploso il fenomeno. Oggi si parla della specifica categoria merceologica degli ‘Space memorabilia’. Oltre agli oggetti filatelici, di cui noi siamo stati pionieri, qualsiasi oggetto volato nello Spazio, e sulla Luna in particolare, ha acquisito un grande valore. Gli oggetti americani sono estremamente rari, soprattutto perché la Nasa ha posto in essere delle regole restrittive sul loro commercio; mentre gli oggetti russi sono un po’ più comuni”.

E, nei giorni delle celebrazioni per l’impresa dell’Apollo 11, a Torino troviamo, oltre ai cimeli, anche il racconto di uno speciale “incontro ravvicinato”. “Tra i particolari ricordi della Bolaffi – ha concluso Lorenzo Dellavalle – c’è la visita a Torino di uno dei due primi uomini a calcare il suolo lunare, Edward Aldrin, che venne a Torino proprio su invito della Bolaffi e stette con noi qualche giorno”.

“If you believe…” cantavano i R.E.M. in “Man on the Moon”. Qui da Bolaffi, oltre a crederci, abbiamo anche visto molte prove di quello storico piccolo passo per un uomo che avrebbe dovuto diventare un grande balzo per l’umanità.