La lunga sete di Sassari, dove l'acqua continua a mancare

Adriano Porqueddu
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AGI - Quattro comuni nel nord Sardegna, fra cui Sassari, per un totale di centomila persone, resteranno senz'acqua di rete fino a domenica prossima a causa di un guasto alla condotta dell'Enas (Ente acque della Sardegna), in località La Ciaccia (Valledoria) nel Sassarese. Il soccorso arriva dalle autobotti. La condotta danneggiata, stavolta da uno smottamento, rifornisce di acqua grezza i potabilizzatori di Truncu Reale al servizio di Sassari, Porto Torres, Stintino e Castelsardo, al servizio anche di Tergu.

Un disagio non da poco che si ripropone da anni, seppure in forme meno pesanti, e di cui i sassaresi e le comunità vicine farebbero volentieri a meno. Uno degli episodi più seri risale al dicembre 2019, quando un danno simile alla condotta aveva lasciato a secco numerosi quartieri per 5 giorni. 

"L'ingente guasto", spiega il gestore idrico della Sardegna, Abbanoa, "richiederà almeno due giorni di lavoro. Enas ha previsto di concludere la riparazione non prima della mezzanotte di sabato 13 marzo e di conseguenza la sospensione dell'erogazione nei centri serviti". Il piano di emergenza del gestore unico del servizio idrico integrato prevede un servizio sostitutivo di emergenza con l'utilizzo di autobotti che si spostano di quartiere in quartiere a fasce orarie stabilite.

Il territorio interessato dall'interruzione del servizio idrico è molto vasto e sembra incredibile che nel 2021 Comuni così popolosi, con Sassari in testa, debbano vivere periodicamente un disagio che già nel dicembre 2019 aveva portato il caso in Procura per prolungata interruzione di pubblico servizio. Patirono i maggiori disagi anziani allettati e disabili, si mobilitarono Protezione civile e vigili del fuoco per portare l'acqua nelle abitazioni e nelle case di riposo.

Questa volta all'origine del danno c'è uno smottamento del terreno che ha scostato due porzioni di grossi tubi del diametro di 1,5 metri. Gli interventi in corso fin dalle prime ore del mattino di ieri, tuttavia, non sembra ripareranno il danno in modo definitivo e il problema potrebbe ripresentarsi anche per la natura del terreno dove poggiano i tubi denominato non a caso 'Sa Frana' (la frana, in sardo).

Intanto i cittadini sono piombati nell'incubo di un anno e mezzo fa in un momento fra i peggiori: le riserve di Abbanoa sono già esigue per via dei lavori di efficientamento in corso nell'impianto di 'Truncu Reale', il più grande serbatoio del nord Sardegna. Risultato: la produzione si è ridotta del 20 per cento, con conseguenti interruzioni notturne dell'erogazione del servizio.