La madre del 18enne in coma, pestato dalla baby gang: "Non li perdonerò finché avrò respiro"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
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(Photo: Giuseppe Pio D’Astolfo)
(Photo: Giuseppe Pio D’Astolfo)

“Quel ragazzo è la mia vita, da me non otterranno mai alcun perdono finché avrò respiro”. Paola è la madre di Giuseppe Pio D’Astolfo, il 18enne di Lanciano finito in coma dopo essere stato pestato da una baby gang. Chiede giustizia parlando con il Corriere della sera, per la “grande violenza che ci hanno inflitto gratuitamente, senza una ragione”: “Queste persone devono pagare”.

Giuseppe si trova adesso ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara dove si trova in coma farmacologico dopo essere stato sottoposto ad un intervento chirurgico per ridurre l’ematoma provocato da un pugno alla tempia. Il quadro clinico è definito “critico” dalla direzione sanitaria della Asl di Pescara.

L’aggressione è avvenuta in centro in un luogo di ritrovo di giovani e giovanissimi, dove secondo gli investigatori, si fa spesso uso di alcolici e sostanze stupefacenti. Il ferito era in compagnia di due amici tra cui una ragazza minorenne. Poco distante da loro c’erano cinque ragazzi che per futili motivi hanno aggredito il terzetto. Due di loro sono riusciti a divincolarsi, mentre il 18enne ha ricevuto un pugno alla testa che ha interessato anche la tempia: soccorso dagli amici il giovane è stato portato prima a casa, poi è stato necessario chiamare il 118 che l’ha trasportato al pronto soccorso di Lanciano. Vista la gravità delle lesioni, con un’ematoma alla testa, si è proceduto all’immediato trasferimento al reparto di neurochirurgia di Pescara.

Lesioni personali gravi. È questa l’ipotesi di reato su cui sta indagando la Procura di Lanciano. Ma potrebbe intervenire anche quella presso il tribunale per i minorenni dell’Aquila. Nel gruppo degli aggressori, infatti, ci sarebbe chi non ha ancora la maggiore età. «Stiamo ascoltando i testimoni e vagliando le immagini delle telecamere, è certo che quanto avvenuto non è riconducibile a episodi precedenti», chiarisce il comandante dei carabinieri della compagnia di Lanciano, Vincenzo Orlando.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.