La maggioranza degli italiani è favorevole all'obbligo vaccinale, il sondaggio di Pagnoncelli

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obbligo vaccinale
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Obbligo vaccinale per gli over 50, ritorno a scuola, smart working. Con i suoi sondaggi Pagnoncelli fotografa lo spaccato della società italiana sugli ultimi provvedimenti del Governo.

Obbligo vaccinale: la maggioranza vorrebbe estenderlo a tutti i non vaccinati

L’obbligo vaccinale per gli over 50 e la riapertura delle scuole sono alcuni degli argomenti affrontati dal Governo Draghi e fonte di numerosi dibattiti sui vari talk show della sera. Cosa ne pensano però gli italiani?

Il sondaggio di Ferdinando Pagnoncelli per il Corriere della Sera fotografa lo spaccato della società italiana su questi argomenti fortemente divisivi, primo fra tutti quello dell’obbligo vaccinale.

Come riporta Pagnoncelli oggi sul Corriere:

“Poco più di un italiano su dieci si dichiara a favore della misura, ma addirittura il 53% vorrebbe che venisse estesa a tutti i non vaccinati, indipendentemente dall’età e dal tipo di occupazione; al contrario, il 9% preferirebbe limitarlo a coloro che lavorano nei settori essenziali e a rischio, come il personale sanitario o le forze dell’ordine, mentre il 20% si dichiara contrario a qualsiasi forma di obbligo e il 7% non ha un’opinione definita”.

Dunque “Due italiani su tre (64%) sono favorevoli all’obbligo generalizzato o limitato a chi ha più di 50 anni e l’accordo prevale tra tutti i gruppi sociali, con punte più elevate tra le persone meno giovani (70%), tra i laureati (70%), i ceti dirigenti (85%) e i pensionati (70%), tra coloro che si informano prevalentemente tramite i mezzi classici (tv, stampa e radio con circa il 70%) e tra gli elettori del Pd (87%), degli altri partiti del centrosinistra (80%) e del M5s (75%)”.

Quanto alla composizione dei contrari al provvedimento, osserva Pagnoncelli – che ha poi pubblicato anche i dati dei sondaggi sull preferenze degli italiani riguardo lo smart working e la riapertura delle scuole – “Il maggiore dissenso sul provvedimento sembra riconducibile a tre elementi: l’opposizione al governo o la distanza rispetto alla politica, le difficoltà economiche e il modo in cui le persone si informano”.

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